Il Consiglio di Stato, in merito al permesso di costruire sull’area dell’ex “Arciero Marmi” di via Vincenzo Grosso, ha accolto l’istanza cautelare proposta dal Comune e dai titolari del permesso, le società Infranet s.r.l. e Pieffe Re cooperativa, ed ha fissato l’udienza di merito per il 6 novembre prossimo.
In particolare, il Collegio (Vincenzo Neri, presidente, Francesco Gambato Spisani, Michele Conforti, Rosario Carrano, Ofelia Fratamico, consiglieri) ha ritenuto, infatti, che “le esigenze rappresentate dalle parti, come illustrate anche nel corso della discussione cautelare, possano essere efficacemente tutelate attraverso la sollecita celebrazione dell’udienza di merito”. In tale sede, il 6 novembre, il Consiglio di Stato deciderà in via definitiva in ordine alla legittimità del permesso di costruire rilasciato il 4 aprile dello scorso anno dal Comune e contestato dai ricorrenti, i signori Maria Ginevra Simonelli e Paolo, Emy, Nicola Manzi. Era accaduto che il Tar aveva annullato il permesso di costruire sull’area di via Grosso, con cui si autorizzava la demolizione di un edificio e la ricostruzione al suo posto di un fabbricato con aumento di volume coerente con gli indici di zona. La sentenza del Tar è stata impugnata sia dai beneficiari del permesso che dal Comune. A sostegno della loro impugnazione gli appellanti, attraverso i loro avvocati, Benedetta Lubrano per Infranet s.r.l. e Pieffe Re, Manlio Formica per il Comune, hanno dedotto “da un lato, quanto al fumus boni iuris l’irricevibilità per tardività e l’inammissibilità per carenza di interesse del ricorso di primo grado, nonché la legittimità del permesso di costruire e, dall’altro, sotto il profilo del periculum in mora, le molteplici problematiche connesse ad un’eventuale prolungata sospensione del cantiere aperto sui luoghi di causa”. Il Consiglio di Stato, ritenendo che le esigenze cautelari rappresentate dalle parti potessero essere efficacemente tutelate con la sollecita celebrazione dell’udienza di merito, ha quindi accolto la domanda cautelare di sospensione dell’efficacia di primo grado. Ha compensato tra le parti le spese della fase cautelare. Non resta che attendere il definitivo pronunciamento. In data 16 luglio dal Comune riceviamo e pubblichiamo: Precisazione in merito al permesso di costruire in via Vincenzo Grosso: In riferimento all’ordinanza del Consiglio di Stato relativa alla questione del permesso di costruire di via Vincenzo Grosso (ex area Arciero Marmi), di cui ieri abbiamo dato notizia agli organi di informazione, l’avv. Benedetto Giovanni Carbone, in nome e per conto degli assistiti Sig.ri Manzi, invita il Comune, in persona del sindaco Enzo Salera, dei dirigenti della Polizia Locale e dell’Urbanistica, nonché della responsabile dello Sportello unico dell’edilizia, a disporre e a vigilare in esecuzione della predetta ordinanza “ affinché non sia dato ulteriore corso alle opere oggetto del permesso di costruire 2805 del 4.04.24”. L’avvocato Carbone inoltre ci tiene a precisare che, a suo avviso, la sentenza del Tar di Latina, la n.396 di quest’anno, ha annullato, non sospeso il citato permesso di costruire. A tal ultimo proposito è bene chiarire subito che nel comunicato stampa diramato ieri dal Comune non è stato scritto che la sentenza di primo grado è stata sospesa. Anche se si potrebbe discutere se tale effetto vi sia o meno. Infatti, l’oggetto della domanda cautelare in appello era la sospensione della sentenza. La domanda è stata accolta dal Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 55, comma 10 c.p.a. fissando sollecitamente l’udienza di merito al 6 di novembre prossimo. Non interessa disquisire su ciò. Andiamo alla sostanza. Il sindaco Salera, che – è bene ricordare, anche se non ce ne dovrebbe essere bisogno – non è lui a rilasciare permessi di costruire, essendo competenza specifica dell’organo tecnico, ribadisce che i lavori nel cantiere di via Vincenzo Grosso rimangono fermi. Come già disposto dopo la sentenza del Tar, e come scritto nel comunicato di ieri, “il 6 novembre il Consiglio di Stato deciderà in via definitiva in ordine alla legittimità del permesso di costruire rilasciato il 4 aprile dello scorso anno e contestato dai ricorrenti, i signori Maria Ginevra Simonelli e Paolo, Emy, Nicola Manzi”. Il comunicato si chiudeva con l’affermazione: “Non resta che attendere il definitivo pronunciamento”. Quanto a chi della vicenda ne fa oggetto di strumentale polemica politica, ci vuole pazienza.
