Anagni – Le due assistenti sociali del Comune: “Mai date dimissioni volontarie”

Anna Ammanniti
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Sonia e Roberta, due assistenti sociali che per oltre vent’anni hanno prestato servizio presso il Comune di Anagni con contratti a tempo determinato, rompono il silenzio dopo le recenti dichiarazioni diffuse dall’Amministrazione comunale, che alluderebbero a presunte dimissioni volontarie da parte delle due professioniste.

Con una nota ufficiale, le ex dipendenti pubbliche hanno voluto smentire con decisione quanto riportato: “In riferimento al comunicato recentemente diffuso sui social riguardante le nostre presunte dimissioni volontarie – si legge nella dichiarazione – smentiamo categoricamente quanto affermato. Le notizie diffuse non corrispondono al vero: non abbiamo mai presentato dimissioni, né siamo attualmente impiegate in altri enti o strutture.” Una presa di posizione chiara e ferma che intende tutelare l’onorabilità delle due lavoratrici: “Il nostro rapporto di lavoro si è chiuso contro la nostra volontà – spiegano Sonia e Roberta – e non vi è stata alcuna decisione autonoma da parte nostra in tal senso. La diffusione di informazioni inesatte e non verificate lede la nostra immagine professionale e personale, oltre a generare confusione nei cittadini e nelle persone con cui abbiamo lavorato per tanti anni.” Da qui la richiesta pubblica: “Invitiamo l’Amministrazione a rettificare le informazioni diffuse e a presentare le dovute scuse, nel rispetto della verità e della dignità professionale che ci siamo guadagnate in oltre vent’anni di servizio presso il Comune di Anagni.” Il caso di Sonia e Roberta accende anche i riflettori su una questione più ampia: quella della precarietà nel settore dei servizi sociali, dove professioniste altamente qualificate e con anni di esperienza rischiano di vedere interrotto il proprio contributo alla comunità per motivi legati alla gestione del personale o a vincoli contrattuali. In attesa di un’eventuale replica ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale, resta l’amarezza per un epilogo lavorativo vissuto come ingiusto e non condiviso da due figure che, per anni, hanno rappresentato un punto di riferimento per molte famiglie del territorio. Anna Ammanniti
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