(di Cesidio Vano) L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha analizzato i tre eventi del 2025 che hanno portato al decesso di tre orsi marsicani e alla captivazione di una cucciola a scopo di reimmissione.
“La popolazione di orsi del centro Italia è una delle più minacciate al mondo, considerata in pericolo critico di estinzione dalle più recenti liste rosse IUCN, valutato in cattivo stato di conservazione nel 4° Report Direttiva Habitat (2013-2017) e riveste pertanto una importanza prioritaria a scala nazionale ed europea” spiegano dall’Ispra. Nel corso del 2025, nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM) si sono verificati tre episodi che hanno interessato gli orsi marsicani, e che hanno sollevato preoccupazioni nel mondo della conservazione e più in generale nella società italiana. Il 13 aprile 2025, nel comune di Ortona dei Marsi, è stato ritrovato il cadavere di un orso maschio adulto. Dalle informazioni raccolte da ISPRA, risulta che sulle cause di morte siano in corso gli accertamenti del caso. “Per il momento è stato escluso che si sia trattato di un caso di uccisione illegale con arma da fuoco o della conseguenza di un trauma dovuto ad investimento – spiegano dall’Istituto -; la presenza di ferite sul corpo dell’animale ha fatto ipotizzare che possa essersi trattato di un evento di aggressione intraspecifica. Pertanto, in attesa dei risultati degli esami di laboratorio e della relazione finale sulle cause di morte, non è ancora possibile fare una valutazione compiuta su questo caso, nel contesto più ampio dei rischi di mortalità che gravano sulla popolazione di orsi”.
Il 7 maggio 2025, all’interno di un invaso artificiale nel comune di Colle Rotondo, sono stati rinvenuti i corpi di due orsi di poco più di un anno di età, annegati all’interno del bacino dopo aver superato la recinzione perimetrale.
“Si tratta di un avvenimento grave, perché direttamente legato all’attività umana ed evitabile, anche alla luce dell’episodio simile avvenuto nel 2018, quando a perdere la vita in una vasca era stata una femmina adulta con i suoi due cuccioli – commentano dall’Ispara -. La riduzione dei rischi di mortalità legati all’uomo è tra gli obiettivi e gli impegni prioritari contenuti nel Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), ed è perciò importante che vengano rafforzati gli sforzi volti a mettere in sicurezza le strutture antropiche presenti in tutta l’area di distribuzione della specie (sia all’interno sia all’esterno delle aree protette)”.
Il 9 maggio 2025, infine, una femmina di pochi mesi è stata segnalata nel comune di Pizzone, mentre si spostava da sola a bordo strada, non lontano dal centro abitato, in un periodo in cui la presenza della madre è indispensabile per la sopravvivenza dei cuccioli.
“L’orsa, dopo essere stata osservata sola per molte ore, è stata prelevata ed è attualmente in una struttura del Parco, in cui verrà assistita con lo scopo di reimmetterla in natura, appena possibile. Come più volte evidenziato da ISPRA, il rilascio in natura di cuccioli di orso è particolarmente complesso e presenta limitate probabilità di successo. Tuttavia, si ritiene importante tentare il recupero dell’esemplare, anche in relazione al valore riproduttivo che una femmina avrebbe per la popolazione di orsi negli anni futuri. ISPRA ha immediatamente attivato contatti con il Parco Nazionale per fornire ogni supporto tecnico-scientifico possa risultare utile”.
Nell’analisi, tra l’altro, si legge: “L’aumento o la diminuzione delle dimensioni di popolazione, per l’orso marsicano come per ogni altra specie, è il risultato del bilancio annuale tra il numero dei nati e quello dei morti. Pertanto, per fare valutazioni attendibili sull’andamento della popolazione e sulle sue prospettive di conservazione, è necessario monitorare nel tempo, secondo un disegno di campionamento appropriato, questi tre aspetti della demografia della specie, ovvero il numero di individui presenti, i tassi di mortalità e il numero dei nuovi nati (…) Dati di consistenza numerica della popolazione: L’ultima stima formale delle dimensioni della popolazione risale al 2014. È stata realizzata dall’Università di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con il PNALM e il Corpo Forestale dello Stato (oggi CC.FF.), nell’ambito del progetto LIFE Arctos. Tale stima indicava la presenza di un numero di individui compreso tra 45 e 69, limitatamente al PNALM e alla sua area contigua. Negli anni successivi, le reti di monitoraggio dell’orso marsicano (in cui opera in modo coordinato il personale dei Parchi Nazionali e delle Riserve Naturali Regionali interessate dalla presenza della specie, quello dei CC.FF. e delle Regioni Lazio, Abruzzo e Molise) hanno esteso il campionamento genetico anche alle porzioni più periferiche della distribuzione della specie e hanno continuato a fornire ogni anno un numero minimo di individui, campionati per lo più in modo opportunistico. (…) Nel corso del 2025 verrà realizzato il primo campionamento genetico estensivo e in simultanea su tutta l’area di distribuzione della specie nell’Appennino centrale, con lo scopo di aggiornare la stima del 2014 per l’area centrale e di produrre una prima stima formale anche per le zone periferiche della distribuzione”.

