La preside, che guida una scuola della provincia di Frosinone, è stata costretta a presentare ben cinque querele.
A detta della vittima, veniva vessata in continuazione, insultata e derisa anche alla presenza di altre persone. Non c’era un’azione del capo di istituto che non venisse passata nella lente di ingrandimento. Ogni motivo era buono per poterla mettere in ridicolo davanti agli altri e farla sentire una persona incapace e inadeguata. Ormai, andare a scuola per la 55enne era diventato un vero e proprio inferno. A detta della vittima, l’intenzione della dirigente era quella di spodestarla. Voleva a tutti i costi toglierle quell’incarico che si era guadagnata con tanta fatica. Non è dato sapere i motivi di questa acredine nei confronti della preside, sta di fatto che quest’ultima si è rivolta all’avvocato Vincenzo Galione per essere tutelata nelle opportune sedi. L’avvocato di fiducia, una volta raccolti tutti gli elementi aveva fatto scattare la denuncia. A conclusione delle indagini, il giudice ha deciso di rinviare a giudizio l’imputata. Nell’udienza che si è tenuta ieri mattina, presso l’aula del tribunale di Frosinone, il pubblico ministero che ha ravvisato soltanto l’oltraggio, ha chiesto una condanna a duemila euro di risarcimento danni oltre ad una messa alla prova. Ma l’avvocato difensore si è opposto, in quanto a suo dire ci sono tutti i presupposti per considerare una condanna per atti persecutori e non per oltraggio. Per quanto riguarda il risarcimento di 2.000 euro si tratterebbe per il legale di una cifra davvero irrisoria rispetto ai danni morali e materiali causati dalla dirigente scolastica. Il giudice si è riservato la decisione. Mar. Ming.
