Arpino – Certamen Ciceronianum Arpinas, è record di partecipanti. Il ritorno del Sindaco Vittorio Sgarbi

Irene Mizzoni
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Dopo la pandemia, Record di partecipanti alla 44ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas che si terrà l’8, il 9, il 10 e l’11 maggio 2025.

Saranno oltre 300 gli studenti e accompagnatori alla 44ª edizione del Certamen Ciceronianum; ben 260 i ragazzi provenienti da 13 nazioni che si sfideranno nella traduzione e commento di un passo di Cicerone. Si tratta di numeri record dopo lo stop del 2020, una tendenza che anno dopo anno torna ai dati del 2019. L’Italia sarà rappresentata da 18 regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Molise , Lazio, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le 13 nazioni partecipanti sono: Italia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera e Ungheria. Il sindaco di Arpino Vittorio Sgarbi: “In questo anno, nel quale il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha reinserito il latino nei programmi scolastici delle scuole medie, definendolo ‘un arricchimento che serve a relazionarci con gli altri in modo corretto’, la speranza è anche quella di resuscitare la vivacità, la ricchezza e la freschezza di una lingua morta solo nell’uso del parlato, ma vivissima nel patrimonio di pensiero, poesia, storia e cultura che ha formato l’Europa e al quale oggi, in un mondo sempre più confuso, ignorante e inquieto, sarebbe particolarmente necessario attingere. Il presidente del centro studi umanistici Marco Tullio Cicerone l’avvocato Renato Rea: “La gioia che questo momento di alta cultura ogni anno riesce a far provare a tutti i partecipanti, da qualsiasi latitudine provengano, ci spinge a riflettere ancora una volta sulla situazione che l’Europa ed il mondo stanno vivendo. Il Nostro, riflettendo sulla natura umana, celebra molto spesso la pace come prerogativa dell’uomo e condanna la guerra come “bestiale”. Noi, oggi, ad Arpino vogliamo riaffermare una visione della pace che guardi al futuro, alla coesistenza senza alcuna barriera di lingua, religione e colore”.
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