Costretta a spacciare droga nel carcere di Frosinone per conto di alcuni soggetti che l’avevano schiavizzata. Se non obbediva ai loro ordini veniva picchiata selvaggiamente e violentata.
Questo il racconto shock davanti al magistrato inquirente, di una donna di 32 anni della Nigeria, sorpresa nei giorni scorsi con 525 dosi di cocaina e 73 di crack che aveva nascosto nelle mutandine. A smascherarla è stato proprio il metal detector che segnalava a presenza nei suoi indumenti di sostanze stupefacenti. Inizialmente, la straniera si era rifiutata di essere perquisita ma poi vistasi costretta non ha potuto far altro che consegnare nelle mani degli operanti la droga che aveva occultato negli slip. I fatti, come già accennato, risalgono ai primi di aprile, quando la straniera si era recata presso la casa circondariale di via Cerreto a Frosinone per fare visita ad un cugino. In realtà, quest’ultimo avrebbe dovuto piazzare quelle dosi di cocaina e di crack tra i detenuti che ne facevano uso. Purtroppo, lo smercio di sostanze stupefacenti all’interno del carcere è un fenomeno molto diffuso e sovente gli agenti di polizia penitenziaria si ritrovano a dover fare i conti con personaggi senza scrupoli che attraverso loro conoscenze cercano di far entrare la droga nel penitenziario. Questa volta, coloro che farebbero parte di una organizzazione malavitosa dedita a smerciare soprattutto cocaina tra le celle del carcere, avevano utilizzato come corriere, la donna di colore. Precedentemente, la 32enne aveva cercato di rifiutarsi. Non voleva portare tutte quelle dosi di stupefacente in carcere, ma era stata picchiata selvaggiamente e stuprata. Nei giorni scorsi, durante il processo per direttissima, la ragazza è scoppiata in lacrime, ribadendo davanti al magistrato che mai e poi mai avrebbe voluto fare una cosa del genere ma che però era stata costretta. Il giudice alla luce di quanto emerso ha deciso di applicare una pena più lieve rispetto a quella prevista, condannando la straniera a soli un anno ed otto mesi di carcere a fronte dei quattro anni previsti in questi casi. Mar. Ming.
