Anagni – I bambini sono del mondo: il gesto dei cittadini nella Via Crucis del Venerdì Santo

Anna Ammanniti
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Durante la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo ad Anagni, alcuni cittadini hanno voluto dare voce al dolore troppo spesso dimenticato dei bambini vittime della guerra. Lo hanno fatto con un gesto semplice e profondamente simbolico: portando con sé, lungo il percorso della processione, dei piccoli bambini di stoffa, silenziosi testimoni di un’umanità ferita.

Una presenza muta ma eloquente, capace di evocare volti, storie e drammi che non conoscono confini. Quei pupazzi di pezza rappresentano i bambini che soffrono e muoiono ogni giorno sotto le bombe, tra le macerie, lungo le rotte dell’esodo forzato, nel silenzio assordante del mondo. La Palestina, il Sudan, l’Ucraina, lo Yemen, la Libia, il Libano, i Balcani, il Mediterraneo: nomi che evocano conflitti, povertà, tragedie in cui l’infanzia è la prima vittima. Durante una tappa della processione è stata letta una preghiera laica, un’esortazione universale a farsi carico di questi piccoli, a riconoscerli come figli di tutti. Parole forti, commosse, che hanno toccato il cuore dei presenti: “I bambini sono il simbolo della speranza e del futuro. Ma in molte parti del mondo, ogni giorno, vivono in un incubo di guerra, violenza e paura. Sono bambini mutilati, orfani, a cui è stato negato il diritto di essere bambini solo perché nati nella parte sbagliata del mondo.” La lettura ha sottolineato come quei bambini di stoffa non siano solo memoria, ma anche speranza, un invito alla responsabilità collettiva: “Dobbiamo unire le nostre voci per condannare ogni forma di violenza e costruire un futuro migliore per tutti i bambini”. Un’iniziativa spontanea che ha voluto unire il momento spirituale della Via Crucis a un gesto di coscienza civile e umana, in nome di una solidarietà che travalica confini geografici e culturali. Perché, come ricordato nelle parole conclusive, “i bambini sono del mondo”: appartengono a tutti noi, e a tutti noi spetta il dovere di proteggerli. Anna Ammanniti
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