(di Dario Facci) La scena politica frusinate offre in queste ore un’iniziativa politica rilevante. Lo scatto in avanti dei socialisti, sempre più determinati nella preparazione per tempo delle prossime elezioni comunali che si terranno tra due primavere.
Il PSI frusinate ha annunciato con una nota che: “È arrivato il momento di cominciare a pensare seriamente ai programmi e alle alleanze per le prossime elezioni comunali. Un’operazione che può fare soltanto il Partito Socialista a Frosinone. Per una ragione semplice: siamo gli unici ad essere rimasti coerenti. Dalla stessa parte”. L’equazione che i socialisti propongono ai cittadini è semplice: sono i soli a non aver accettato miscugli di vario genere: fuori dal campo largo del Pd alle scorse elezioni, avversari degli accordi con le destre per le cariche negli enti intermedi e nelle partecipate, dichiaratamente e aprioristicamente avversi a qualsiasi sostegno a governi puramente non di centrosinistra. Ovvio che siano giudici inflessibili pronti a condannare a ogni occasione l’appoggio che proviene dalle opposizioni, concorrenti alle ultime elezioni in una coalizione di centrosinistra, all’amministrazione Mastrangeli. “Il voto sul bilancio ha fatto chiarezza una volta per tutte” scrivono i socialisti : “il quadro del 2022 non esiste più, né a destra e neanche, purtroppo, a sinistra. C’è una maggioranza di centrodestra trasversale e risicata nella quale sono determinanti i voti di 3 esponenti eletti nelle opposizioni e le astensioni di 4 consiglieri che fanno riferimento alla lista civica del candidato Sindaco uscito sconfitto dal ballottaggio. A proposito di opposizioni, va registrato un dato politico fondamentale per il presente e il futuro: 3 dei 4 gruppi consiliari della coalizione del c.d. “campo largo” oggi sostengono, direttamente o indirettamente, il governo di centrodestra in carica; il Psi è rimasto, invece, dove lo hanno collocato gli elettori. Questi elementi confermano e rafforzano la nostra scelta di autonomia compiuta nel 2022, perché testimoniano di quanto le alleanze fondate su potere e trasversalismo abbiano la stessa solidità della neve al sole!”. Allora la faccenda si fa molto interessante perché viene da chiedersi: ma a chi si rivolgono allora i socialisti quando dicono che è giunta l’ora di pensare alle alleanze in vista delle comunali del 2027? La posizione del PSI taglia di netto, per esempio, una riedizione del campo larghissimo ed è completamente incompatibile con quanto a Frosinone sanno anche i sassi da tempo e cioè che almeno una parte del Partito Democratico vedrebbe possibile un’alleanza con Forza Italia. Gli Azzurri, infatti, da tempo si comportano da oppositori del governo di centrodestra frusinate e certe vicinanze tra Francesco De Angelis (rappresentante di una parte cospicua del partito e teorico/pratico del campo super larghissimo) e Pasquale Cirillo, coordinatore cittadino di Forza Italia, non sono passate inosservate. Insomma, a meno che il Partito Democratico di Frosinone non si dichiari apertamente immune da alleanze con partiti o addentellati di centrodestra sarà impossibile un accordo con i socialisti (altrimenti verrebbe clamorosamente meno per questi ultimi il senso della nuova fase politica che hanno lanciato). Inoltre, come lo stesso PSI ha scritto nella nota, gli altri partiti o liste che facevano parte tre anni fa della coalizione di centrosinistra o sono diventati organici alla maggioranza di Mastrangeli o hanno stretto con essa un patto programmatico che ne garantisce la sopravvivenza, trasformandola nei fatti in un campo larghissimo. E allora chi potrebbero essere questi alleati del PSI? Risulta di tutta evidenza come il partito del segretario regionale Gian Franco Schietroma stia tentando un’operazione politica di ricostruzione del campo progressista. Per questo, contrariamente al solito, ha dato il via presto (o nei tempi giusti) alla grancassa elettorale. Una ricostruzione che deve necessariamente passare dal cambiamento, anzi, che scommette sul cambiamento in primo luogo nel Partito Democratico per riportarlo nell’alveo di un’alternativa convinta al centrodestra. Allo stesso modo potrebbe configurarsi un’auspicabile azione speculare nel campo avversario, di ricostruzione di una coalizione di centrodestra, per mettere un po’ di chiarezza negli indirizzi politici che, almeno in un capoluogo di provincia, devono essere netti.
