Accusati di estorsione e revenge porn, tre imputati, un trentenne di Castro dei Volsci, un 31enne residente a Roma e un 28enne di Ceccano hanno deciso di salire sul banco dei testimoni per raccontare la loro versione dei fatti.
Per la cronaca, va detto che per quattro lunghi anni, vale a dire dal 2016 al 2020, avrebbero tenuto sotto scacco dodici ragazzine minorenni (tra queste anche una tredicenne) tutte residenti in Ciociara. Il primo ad entrare in aula ieri mattina è stato il 31enne che risiede nella capitale. L’uomo ha riconosciuto la paternità di alcuni profili falsi e quindi ha ammesso che erano i suoi però ha disconosciuto ogni minaccia. Le foto, a suo dire, gli venivano recapitate attraverso semplici richieste. Gli altri due imputati hanno invece respinto ogni addebito. Il ceccanese ha dichiarato che era amico delle vittime e che lui consapevole di queste richieste continue, le consigliava su come comportarsi. Lui però ha dichiarato di non aver mai chiesto foto. Per quanto riguarda le foto inviate da alcune ragazze si trattava di sue amiche alle quali lui dava consigli su come comportarsi. Anche il trentenne di Castro ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestati. L’imputato ha dichiarato di non aver mai conosciuto gran parte delle ragazze coinvolte, di conseguenza ha respinto le accuse. Le foto che aveva inoltrato sarebbero relative ad uno scambio ma non aveva alcuna idea a chi appartenessero quelle immagini. Nel corso dell’udienza fiume che è durata oltre tre ore gli imputati difesi dagli avvocati Tony Ceccarelli, Pietro Polidori ed Enrico Toninelli hanno comunque risposto punto per punto a tutte le domande avanzate dal pubblico ministero. La prossima udienza è prevista per il giorno 11 luglio. Mar. Ming.
