Roma – San Camillo, bimba di cinque mesi, salvata da un tumore del surrene

chiaro13
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Una storia di tenacia e di straordinaria competenza medica giunge dall’ospedale San Camillo di Roma, dove una neonata di soli cinque mesi ha vinto la sua battaglia più difficile. Appena otto giorni dopo la nascita, i suoi genitori avevano varcato per la prima volta la soglia del reparto di Chirurgia Pediatrica, portando con sé il peso di una diagnosi prenatale sconfortante: neuroblastoma, un aggressivo tumore del surrene.

La piccola paziente, un minuscolo essere di otto chilogrammi, ha trovato la sua ancora di salvezza nell’équipe guidata dal Prof. Vito Briganti. Grazie a un intervento laparoscopico mini-invasivo di rara precisione, durato appena un’ora e mezza, il male è stato sconfitto. Un successo che ha evitato alla bambina il trauma della terapia intensiva e le cicatrici visibili, permettendole di tornare rapidamente all’affetto della sua famiglia. Questo risultato eccezionale è il frutto di un lavoro di squadra impeccabile. Il Prof. Briganti ha potuto contare sulla professionalità e la dedizione delle dottoresse Lucia Oriolo e Giorgia Contini, sull’attenzione scrupolosa delle anestesiste pediatriche Roberta Toto, Giulia Lanini e Giulia De Fazio, sulla precisione della strumentista Tiziana Aurini e sulla cura delle infermiere di sala Donatella Racioppi e Luana Rossini, il tutto coordinato con sensibilità da Lucia Mauro. Oggi, il sorriso di questa bambina illumina il reparto e riempie di gioia i cuori di chi l’ha accompagnata in questo delicato percorso. La sua storia è un potente promemoria di come l’eccellenza in medicina, quando si unisce all’umanità e alla speranza, possa davvero fare la differenza, trasformando una sfida difficile in un futuro pieno di promesse.

Anna Ammanniti
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