(di Dario Facci) La polemica che striscia intorno all’approvazione del bilancio di Frosinone grazie all’astensione di Domenico Marzi, candidato a sindaco dal centrosinistra, e due dei consiglieri del suo gruppo, continua a lasciare la sua traccia.
L’attacco dell’ex consigliere comunale e dirigente del Pd frusinate Stefano Pizzutelli, indirizzato direttamente a Marzi, non è caduto nel vuoto. Marzi ha risposto. In questo modo: 1) con Pizzutelli non ci sono solo divergenze dal punto di vista politico e amministrativo ma un abisso; 2) Marzi non ha mai condiviso il modo urlato e preconcetto di fare opposizione; 3) ha ottenuto dall’amministrazione Mastrangeli l’approvazione di punti del suo programma, cosa che non sarebbe accaduta senza un accordo programmatico. Questi i punti: vendita della sede comunale ex MTC e, con il ricavato, unificazione di tutti gli uffici comunali negli enormi stabili di piazza VI dicembre che hanno bisogno di ristrutturazione (punto contenuto nel programma di Marzi). Inoltre la realizzazione di un parcheggio in via Ciamarra a servizio della zona di via Firenze. C’è però anche una risposta politica all’attacco di Stefano Pizzutelli, che riguarda la costruzione di un’alternativa al governo di centrosinistra a Frosinone. Costruzione che secondo Marzi (e non solo secondo lui) è indispensabile perché al momento il fronte non è strutturato e, anzi, è completamente disgregato. Ecco, secondo Marzi, il consenso in favore di una proposta amministrativa alternativa a quella del centrodestra vincente a Frosinone per tre elezioni consecutive, passa per azioni e risultati dal punti di vista dell’utilità pubblica e sociale, cosa che, sempre secondo l’ex sindaco Marzi, si è cominciata ad ottenere proprio con l’atteggiamento e i risultati ottenuti con l’ultimo voto di bilancio. Argomento questo assai interessante e che aprirà certamente un dibattito. Va inoltre messo in rilievo come il confronto, anche brusco, tra Stefano Pizzutelli e Domenico Marzi, abbia posto il primo in un ruolo protagonista nel Partito Democratico frusinate, ruolo che, riferito a Stefano Pizzutelli, fino ad ora esisteva solo nelle (quasi) segrete stanze del partito e mai era apparso al pubblico. Stefano Pizzutelli debutta per la prima volta quale punto di riferimento del Partito Democratico e non, com’era stato negli ultimi anni, del suo gruppo civico di riferimento a sinistra. Un confronto sulla politica e sul metodo, quello tra Stefano Pizzutelli e Domenico Marzi, che genera vitalità almeno dialettica che mancava da molto tempo nel centrosinistra (se si eccettuano le incursioni solitarie dei socialisti). I prossimi tempi segneranno, ancora una volta, la capacità o meno di generare senza cadere in quella che è ormai un’abitudine a sinistra: degenerare.
