La rigenerazione urbana del quartiere Osteria della Fontana, ad Anagni, torna al centro del dibattito politico locale. Il consigliere comunale Luca Santovincenzo, capogruppo di LiberAnagni, solleva perplessità sulla gestione del bando che sarà pubblicato nei prossimi giorni, denunciando una presunta mancanza di trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza.
Secondo quanto dichiarato dall’avv. Santovincenzo, l’amministrazione comunale avrebbe organizzato un incontro informativo il 28 marzo 2025 nella Sala della Ragione (leggi qui), senza però darne comunicazione pubblica. Né la minoranza consiliare, né gran parte della cittadinanza sarebbero stati informati dell’appuntamento, sollevando dubbi su chi vi abbia effettivamente partecipato e con quali modalità sia stato diffuso l’invito. Il progetto di rigenerazione urbana era stato avviato in Consiglio Comunale a fine 2023 e poi approfondito in Commissione Urbanistica nel 2024, con l’obiettivo di promuovere incontri pubblici per informare i cittadini e permettere una partecipazione consapevole. Tuttavia, secondo il consigliere di opposizione, il percorso istituzionale sarebbe stato bruscamente interrotto con l’annuncio improvviso del bando, che prevede appena trenta giorni di tempo per la presentazione di progetti e documentazione tecnica. Santovincenzo sottolinea che una tempistica così ristretta rischia di penalizzare operatori economici e privati cittadini che, se adeguatamente informati, potrebbero avere interesse a partecipare. La preoccupazione è che solo pochi soggetti, già a conoscenza delle dinamiche del bando, possano realmente trarne beneficio. Inoltre, il consigliere denuncia che non sarebbe la prima volta che l’amministrazione Natalia adotta metodi di gestione poco inclusivi su questioni urbanistiche. Fa riferimento ai ritardi accumulati dal Comune di Anagni nell’attuazione della Legge Regionale sulla Rigenerazione Urbana del 2017, sottolineando che, durante la precedente consiliatura, ben cinque delibere consiliari sul tema sarebbero state bocciate dalla Regione a causa di errori procedurali. “Non si tratta di ostruzionismo, ma di rispetto della legge e dei principi di trasparenza” – afferma Santovincenzo – “Il nostro dovere è tutelare tutti quei cittadini che sono stati esclusi da un processo che avrebbe dovuto essere aperto e partecipato.” La questione è destinata a far discutere e a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica locale. Resta da vedere se l’amministrazione comunale fornirà chiarimenti sulla gestione dell’informazione e sui criteri di selezione dei partecipanti all’incontro. Anna Ammanniti
