Badante accusata di circonvenzione di incapace finisce sotto processo per aver raggirato un anziano di 85anni, suo datore di lavoro.
La donna, di 45 anni e residente a Torrice, è finita sul banco degli imputati perché abusando dello stato di minorata capacità mentale del pensionato, affetto da infermità mentale a causa di una patologia diabetica e dello stato avanzato dell’età, lo avrebbe indotto ad accendere tre finanziamenti. Uno di 5.234 euro, presso una banca del frusinate, un altro di 10 mila euro sempre in un istituto di credito, e presso l’ente Poste (in questo caso si era trattato di un prestito personale) di 5.147 euro. Ovviamente, una volta ottenuti questi finanziamenti, si faceva consegnare dall’anziano copiose somme di denaro. Secondo gli elementi raccolti dalla procura, la badante accompagnava il pensionato in banca e presso l’ufficio postale in modo che l’uomo potesse prelevare i soldi da consegnarle. Da accertamenti effettuati in tal senso, risulterebbe un prelievo di 8.000,00 euro, uno di 1.500 ed un altro di 750 euro. Talvolta succedeva che si faceva consegnare la tessera bancomat con il codice segreto in modo da effettuare personalmente i prelievi diretti. Ma non è tutto. Sempre secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, la badante si era fatta sottoscrivere un contratto in comodato d’uso a proprio favore sull’immobile di proprietà del pensionato. A far scattare la denuncia nei confronti della governante, sono stati alcuni familiari insospettiti dal fatto che la donna indossasse abiti griffati e che addirittura aveva acquistato una vettura nuova. Per circa due anni, vale a dire dal 2016 al 2018, la 45enne avrebbe usufruito non soltanto dell’abitazione dell’anziano, ma anche del suo denaro. Da qui la denuncia che ha portato la donna, nei giorni scorsi, a finire sotto processo per circonvenzione di incapace. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 12 maggio. Mar. Ming.
