FOCUS – Femminicidio, avvocato Fierimonte: “DDL incostituzionale e inefficace”

Anna Ammanniti
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Il nuovo disegno di legge sul femminicidio, approvato in Consiglio dei ministri, sta suscitando un acceso dibattito.

Tra le voci critiche c’è quella dell’avvocato Emanuele Fierimonte, presidente del Centro Studi per la Giustizia e le Istituzioni (Csgi), che ha espresso una dura presa di posizione contro il provvedimento. “Il nuovo DDL non è solo incostituzionale, ma anche privo di utilità. Introduce un trattamento sanzionatorio differenziato in base al genere della vittima, violando apertamente il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Non si può combattere la violenza con leggi discriminatorie, che invece di risolvere il problema rischiano di alimentare divisioni e odio tra le persone”, ha dichiarato Fierimonte. Secondo l’avvocato Fierimonte, il provvedimento sarebbe confuso e privo di chiarezza giuridica, oltre che inefficace nella riduzione del fenomeno dei femminicidi. L’inasprimento delle pene, infatti, non rappresenterebbe una soluzione concreta, poiché il problema della violenza di genere è di natura culturale e sociale. “Questa legge è solo un’operazione di propaganda, presentata guarda caso alla vigilia dell’8 marzo”, ha aggiunto Fierimonte, contestando anche le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale ha parlato di un “fenomeno nuovo. L’avvocato sottolinea come il 99% dei casi di femminicidio sia già punito dagli strumenti previsti dal codice penale, rendendo superflua l’introduzione di una nuova fattispecie di reato. “Non lo diciamo solo noi, ma anche studiosi e giuristi, come il ricercatore dell’Università di Pavia Emanuele Corn, che ha sottolineato l’incoerenza tecnica del provvedimento”. Per Fierimonte, il problema della violenza di genere deve essere affrontato con strumenti seri e concreti, non con il populismo penale: “Le donne continuano a morire nonostante l’inasprimento delle pene, perché il problema è culturale e sociale. Servono misure di prevenzione, protezione e supporto alle vittime, non slogan giuridici privi di efficacia. Il diritto penale non deve essere strumentalizzato per fare propaganda”. Anna Ammanniti
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