(di Cesidio Vano) Carte lanciate in faccia al sindaco e poi qualche scambio di ‘complimenti’ reciproci. Nell’ultima seduta, del 25 febbraio, del consiglio comunale di Monte San Giovanni Campano va in scena un duetto, non proprio tra i più raffinati, tra il consigliere di opposizione Sandro Visca (a destra nella foto) e il primo cittadino Emiliano Cinelli (a sinistra nella foto), con i due che si fronteggiano ‘muso contro muso’ e l’uno invita l’altro (e viceversa) a vergognarsi. “Non ho lanciato i fogli al sindaco” ha tenuto a precisare oggi il consigliere Visca.
Il fattaccio è immortalato dalla ripresa streaming della seduta. Al settimo punto all’ordine del giorno c’è la discussione di un’interrogazione presentata dal consigliere Visca, che vuol sapere perché non gli è stato consentito di organizzare, lo scorso 10 febbraio, il ‘Giorno del ricordo’, istituito nel 2004, per celebrare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. E Visca – ricostruendo la vicenda – spiega che, a fine gennaio, ha chiesto la sala consiliare, con tanto di lettera consegnata al protocollo, per organizzare, come già lo scorso anno, la manifestazione, ma quel locale gli è stato negato perché, proprio lo stesso giorno, allo stesso orario e per lo stesso motivo, la maggioranza via aveva già programmato una cerimonia celebrativa. Visca, se voleva, poteva utilizzare la sala del teatro, ma lo stesso consigliere ha spiegato che quest’ultimo locale era poco funzionale all’appuntamento e soprattutto non avrebbe avuto senso fare nello stesso palazzo due cerimonie, in contemporanea, per la stessa ricorrenza; quindi rinunciava alla sua manifestazione, aderendo all’altra. Sta di fatto, però, che la celebrazione prospettata dalla maggioranza e che avrebbe dovuto coinvolgere anche le scuole del apese, non s’è più fatta. Nè, benché sollecitato, in consiglio il primo cittadino ha spiegato il perché. Di tutto ciò, Visca ha chiesto chiarimenti. Il clima, però, si è da subito acceso, anche perché la ricostruzione dei fatti fatta dal sindaco è stata diversa da quella prospettata dal consigliere e comunque il primo cittadino ha sostenuto che la richiesta fatta da Visca non gli è stata mai consegnata. Visca ha mostrato la lettera con la ricevuta del protocollo; il sindaco ha detto che, se non gliel’avevano data lui, non poteva farci niente e non poteva rispondere di una cosa che non sapeva, Visca, allora, per chiarire meglio al primo cittadino “l’autenticità” del documento, si è alzato, si è avvicinato ai banchi della presidenza dell’Aula e glie l’ha lanciato in faccia. I due si sono trovati, a meno di un metro, muso a muso: si sono fronteggiati con lo sguardo per qualche secondo, che ha fatto temere il peggio a tutti i presenti (anche i vigili in servizio stavano per intervenire), poi si sono reciprocamente invitati a vergognarsi. E forse è la cosa più sensata di tutto l’episodio. Su quanto accaduto, è intervenuto anche il Comitato civico “Free Monte” che ha stigmatizzato il fatto: “Il Consiglio Comunale del 25 febbraio 2025 è diventato momento di ineducazione e di arroganza andato in diretta streaming e quindi fatti innegabilmente accaduti: nello specifico c’è stato un consigliere comunale che ha lanciato le carte contro il Sindaco di Monte San Giovanni Campano ed inoltre sono state dette parole poco carine che sicuramente sono aliene al confronto amministrativo che deve avere il bene comune come obiettivo da cogliere. Un comportamento ingiustificabile e afinalistico, che non ha nulla a che fare con l’agone e con il confronto politico. Quando, in Consiglio Comunale ,si arriva a fatti del genere, che chiunque può vedere sulla diretta streaming presente su facebook, vuol dire che gli argomenti sono terminati. Tal modo di fare mal si addice al Consiglio comunale che è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune previsto dall’Art.114 della Costituzione Italiana”. Ancora, dal comitato hanno commentato: “Stavano parlando della manifestazione delle foibe. Un argomento di certo disgiunto dalla violenza verbale, dall’arroganza e dall’inciviltà: quel comportamento non onora chi è morto nelle foibe e gli esuli Istriani che sono stati rinchiusi, anche in Ciociaria, nel campo di internamento delle Fraschette”. AGGIORNAMENTO, 27 febbraio ore 15.00 Ha contattato la nostra redazione il consigliere Visca, che ha voluto precisare di non aver lanciato il foglio contro il sindaco e ha spiegato che, in un momento concitato, mentre lui stava consegnando il documento al segretario comunale, il sindaco ha chiesto di vederlo e lui glielo ha passato, “ma non lanciato”. Ne prendiamo atto. Il video della seduta consiliare è disponibile a questo link (clicca qui). L’episodio ‘incriminato’ è visionabile a 1h.39′.00” , ognuno può farsi l’idea che meglio crede. CV
