Frosinone – Maltrattamenti sulla moglie e sul figliastro di 11 anni che chiamava “Cenerentolo”, patrigno condannato

Marina Mingarelli
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Maltrattamenti sulla moglie e sul figliastro di 11 anni, patrigno condannato a 4 anni di reclusione più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. A questo da aggiungere una provvisionale di diecimila euro per ciascuno alle parti offese. Il restante risarcimento danni verrà quantificato in altra sede.

L’imputato, un professionista di 50 anni usava chiamare il figliastro “Cenerentolo” perché come la famosa fiaba a lui venivano affidati numerosi lavori domestici. Ogni giorno, prima di andare a scuola doveva spazzare il cortile, dar da mangiare agli animali da pollaio e pulire i bagni. A lui era vietato accendere la luce in camera o guardare la TV. E se provava a trasgredire gli ordini del patrigno erano botte a non finire per lui ed anche per la madre se provava a difenderlo. Per non parlare che aveva i minuti contati per mangiare: un quarto d’ora per il pranzo e dieci minuti per la cena. Se non riusciva a consumare il pasto entro quell’orario lo faceva alzare dal tavolo e successivamente lo mandava a letto senza cena. Per Giorgio (il nome è di fantasia) sono stati anni terribili. La mamma però nonostante avesse avuto da quell’uomo altri due bambini, un bel giorno ha preso coraggio a due mani ed è scappata di casa insieme al figlio. A supportarla in questo viaggio verso la rinascita l’avvocato Sonia Sirizzotti del centro antiviolenza Spazio Osa. Ieri mattina in aula il legale ha prodotto in aula numerosi elementi che inchiodavano l’imputato alle sue responsabilità. Il giudice ha condannato il professionista per maltrattamenti sia nei confronti della moglie che del figlioletto avuto dal primo marito deceduto quando si trovava al sesto mese di gravidanza. Mar. Ming.
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