(di Cesidio Vano) Il Presidente della quinta sezione del Tar di Roma, Leonardo Spagnoletti, ha accolto la richiesta formulata dal Comune di Viterbo di misura cautelare monocratica presentata con il ricorso che il Capoluogo della Tuscia ha formulato contro gli atti regionali di approvazione del piano di dimensionamento scolastico.
In particolare, il Comune di Viterbo contesta, tra le tante cose, la soppressione dell’Istituto comprensivo “Carmine”, insistente sul proprio territorio, che finirebbe smembrato tra altri quattro istituti. Il presidente, nell’accogliere la richiesta ‘inaudita altera parte’, ha quindi fissato al prossimo 19 febbraio la trattazione collegiale in Camera di consiglio per vagliare la sussistenza dei motivi di concessione della sospensiva. Nel decreto del presidente Spagnoletti si legge: “Considerato che con il ricorso si censura, in modo articolato, il piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2025/2026, segnatamente nella parte in cui ha disposto la soppressione dell’Istituto comprensivo “Carmine” insistente nel Comune di Viterbo con suo smembramento ed aggregazione a quattro altri Istituti (nella specie, all’Istituto comprensivo “Fantappiè” di alcuni plessi, all’Istituto comprensivo “Egidi” di altri plessi, all’Istituto comprensivo “Vanni” di altri plessi ancora ed all’Istituto comprensivo “Canevari” di altri ulteriori plessi); Considerato che il termine fissato per le iscrizioni degli alunni, decorrente dal 21 gennaio 2025, ha scadenza il 10 febbraio 2025, e quindi in data anteriore alla prima camera di consiglio utile per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare, fissata al 19 febbraio 2025; Riservata al Collegio ogni valutazione in ordine alla più approfondita delibazione delle censure dedotte, per questi motivi accoglie l’istanza incidentale cautelare e Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 19 febbraio 2025”.

