L’Asl non rimborsa, gli apparecchi acustici non sono a norma. È quanto si sarebbe sentito rispondere dall’Azienda Sanitaria Locale un pensionato di 76 anni residente a Ripi.
Quegli apparecchi acustici che gli avrebbero permesso nuovamente di udire suoni e voci li sognava da una vita. Così quando l’uomo ha saputo che l’Asl avrebbe rimborsato gran parte della spesa, non ci ha pensato su due volte, si è recato all’ufficio postale ed ha ritirato tutti i suoi risparmi. L’azienda che promuoveva quei dispositivi li aveva messi in vendita a 4000 euro. Per l’anziano che viveva di una modesta pensione si trattava di una cifra considerevole. Però aveva fatto i suoi calcoli, se l’Asl gli avesse rimborsato più di due terzi dell’importo a conti fatti per quegli apparecchi acustici avrebbe dovuto spendere poco più di 1000 euro. Insomma il gioco valeva la candela. Ma nei giorni scorsi è arrivata la doccia fredda. L’azienda sanitaria locale gli avrebbe fatto sapere che quei dispositivi che non riportavano il marchio CE e dunque non potevano rimborsare nulla. All’uomo non è rimasto atro da fare che far scattare tramite il suo legale di fiducia Claudia Mancini, una diffida nei confronti dell’azienda che gli aveva venduto quei dispositivi non omologati. Mar. Ming.
