Maltrattamenti su un bambino di 11 anni, che la moglie aveva avuto da un precedente matrimonio, il pubblico ministero dr. Lorenzo Maria Destro ha chiesto quattro anni di carcere per il patrigno.
La sentenza verrà pronunciata il prossimo 28 gennaio. La storia di Giovanni (il nome è di fantasia) inizia quando la mamma si è rivolta ad un centro antiviolenza per denunciare i soprusi e le angherie che il marito metteva in atto nei confronti del suo bambino che non aveva mai conosciuto il suo vero papà, perché era morto in un incidente d’auto mentre lei era al sesto mese di gravidanza. Il coniuge, un professionista di 50 anni, inizialmente le aveva fatto credere che avrebbe cresciuto il figlioletto come se fosse stato suo. Ma non è stato così: il ragazzino doveva svolgere tutti i lavori di casa prima di recarsi a scuola, a lui il compito di pulire i bagni, scopare il piazzale e dar da mangiare agli animali da pollaio. E proprio perché svolgeva lavori da inserviente lo aveva soprannominato “Cenerentolo”. Il ragazzino aveva talmente timore del patrigno che obbediva ciecamente ad ogni ordine che gli veniva impartito. Anche perché, se il bambino non svolgeva bene il lavoro che gli assegnava, quotidianamente erano botte a non finire. Stessa sorte toccava alla madre se provava a difendere il figlio. L’inferno è finito quando la donna, che tra l’altro ha avuto altri due bambini con il professionista, è scappata di casa con Giovanni. E tramite l’avvocato Sonia Sirizzotti del centro antiviolenza OSA è iniziata la sua rinascita. Ieri mattina, in aula, l’avvocato Sirizzotti ha incalzato l’imputato dicendogli che aveva sempre avuto parole molto dure nei confronti della moglie se trovava una foto dell’ex marito o se partecipava a qualche messa di suffragio. Però non gli avevano dato fastidio i soldi che la moglie aveva percepito dall’assicurazione a seguito di quell’incidente mortale e che lui aveva preteso che gli consegnasse per ristrutturare la casa, acquistare la vettura nuova o stipulare polizze assicurative a suo nome. Stiamo parlando di circa 200 mila euro che sarebbero spariti dal conto della vittima. L’imputato è rappresentato dall’avvocato Luigi Tozzi. Mar. Ming.
