Falso ideologico. Questa l’accusa nei confronti di 11 persone che svolgono il servizio di “NCC” (noleggio con conducente) e che nei giorni scorsi sono state rinviate a giudizio per aver presentato attestazioni non regolari.
Tra gli imputati figurano anche tre ciociari. Si tratta di C. C. di Ferentino di 42 anni, S. B. 45 anni di Alatri, M. T. di Frosinone di 62 anni. Tra i tassisiti NCC c’è anche Halyna Merena, la signora residente a Roma che qualche mese fa aveva iniziato lo sciopero della fame davanti ai cancelli del palazzo di giustizia di Frosinone. La donna ha messo in atto la protesta perché le avevano revocato l’autorizzazione al trasporto. Tornando al processo, che prenderà il via il prossimo 5 maggio, tutti gli imputati sono accusati di aver presentato ai competenti funzionari del Comune di Supino la documentazione necessaria per il rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio di noleggio rimessa con conducente mediante autovettura NCC. Nello specifico, per il rinnovo di tale autorizzazione, avrebbero attestato falsamente di disporre di sedi operative e rimesse effettive nel territorio comunale supinese, risultate in realtà fittizie in quanto non attrezzate allo stazionamento delle automobili e alla ricezione delle prenotazioni o del pubblico, nonché mai utilizzate ad alcuno dei soggetti autorizzati a tale fine. Il caso è scoppiato a seguito degli esposti presentati dall’associazione di tassisti “Anar” in cui erano state evidenziate una serie di irregolarità. A cominciare dal fatto che non rientravano in rimessa. Mar. Ming.
