Torrice – Incredibile, il Palazzo comunale non è… del Comune: mai acquistato il terreno su cui è stato costruito

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(di Cesidio Vano) La questione è stata chiarita dal sindaco Alfonso Santangeli nel corso dell’ultima seduta consiliare (in foto).

Il palazzo comunale che ospita la sala del consiglio non è del Comune. Il terreno su cui l’immobile è stato costruito dalla pubblica amministrazione è, infatti, privato. L’Ente non lo ha mai acquisito e per il principio della cosiddetta “accessione”, come stabilisce il Codice civile, tutte le opere costruite, per qualsiasi motivo, sopra o sotto un terreno sono del proprietario del terreno medesimo. Il primo cittadino ha detto che l’amministrazione comunale sta lavorando per acquisire il terreno su cui sono stati edificati gli uffici comunali. In base ad una prima stima, si va da un costo minimo di 15.000 euro a cui, però, poi andranno sommati, anno per anno che il Comune ha ‘occupato’ il terreno, altre somme per indennizzare il privato, che non ha potuto godere di quel bene, di fatto sottrattogli. Il sindaco ha anche chiarito come la vicenda, che la sua amministrazione si è ritrovata tra le mani, rappresenti certamente un danno erariale. In un post sulla pagina social della lista si maggioranza ‘Torrice C’è’ al riguardo si legge: “La vicenda della sala consiliare è l’ennesima storia di anormalità nella gestione delle precedenti amministrazioni. L’edificio che ospita la sala consiliare fu costruito su terreni privati, mai acquisiti dal Comune, con conseguente danno alle casse, e quindi ai servizi di cui i cittadini hanno bisogno. Parliamo di più di 15.000 euro che si sarebbero potuti spendere in scuole, strade o servizi sociali e che invece andranno spesi per riportare alla normalità questa situazione. Chiaramente questa vicenda va in qualche modo sanata, motivo per cui ci siamo messi all’opera. È paradossale che oggi la minoranza, che è stata artefice di questa situazione, tenti di screditare il nostro operato invece di assumersi le proprie responsabilità. Noi continueremo a lavorare per risolvere i problemi e le stranezze lasciati in sospeso, garantendo il bene della comunità”.
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