Anagni – Capretta uccisa ‘per gioco’: la procura minorile chiede archiviazione, gli animalisti di LNDC presentano opposizione

chiaro13
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La richiesta di archiviazione formulata dalla procura della repubblica per i minorenni di Roma, del procedimento a carico degli adolescenti che presero a calci e poi uccisero, per gioco, una capretta, non piace alla LNDC Animal Protection, associazione animalista che annuncia opposizione all’istanza del pm.

Come si ricorderà i fatti si sono svolti ad Anagni, dove il 29 agosto 2023, in un agriturismo una capretta viene uccisa a calci da alcuni ragazzi, alcuni dei quali maggiorenni, incitati dai suoi amici. L’evento è stato ripreso e postato sui social (un frame nella foto). Davanti al Tribunale di Frosinone si è svolto il processo a carico dei giovani di maggiore età e, anche in quel caso, la Procura ha chiesto l’archiviazione, ritenendo il pm non potersi stabilire se la capretta fosse già morta al momento delle violenze. Stessa posizione assunta dalla procura minorile. “Presa a calci e lanciata da una finestra da un gruppo di ragazzi in un agriturismo durante una festa di compleanno, questa povera capretta non sembra riuscire ad avere giustizia” scrivono ora in una nota dal LNDC. L’associazione animalista, però, non si dà per vinta e annuncia che continuerà la sua battaglia, chiedendo che si vada a processo per questo atto di brutalità assoluta. “LNDC Animal Protection – spiega una nota stampa – comunica di aver ricevuto la richiesta di archiviazione da parte della Procura dei Minorenni di Roma in merito alla vicenda della capretta di Anagni, analogamente a quanto già richiesto in passato dalla Procura di Frosinone per i maggiorenni coinvolti nelle indagini. Come già avvenuto davanti al GIP di Frosinone, l’associazione ha prontamente depositato opposizione a tale richiesta anche presso il Tribunale dei Minorenni. “Non possiamo permettere che un atto di tale crudeltà venga archiviato senza un approfondimento giudiziario adeguato. La nostra battaglia non si ferma qui, continueremo a chiedere giustizia per questa capretta e per tutti gli animali vittime di abusi e maltrattamenti,” ha dichiarato la Presidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati. La vicenda della capretta di Anagni, che aveva suscitato grande indignazione e dolore nell’opinione pubblica, rappresenta un episodio di violenza che non può e non deve essere sottovalutato. LNDC Animal Protection ribadisce la propria determinazione nel perseguire ogni azione necessaria affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto e vengano accertate eventuali responsabilità, anche come segnale di deterrenza verso simili episodi in futuro. “La nostra opposizione alla richiesta di archiviazione non è solo un atto formale, ma un atto di responsabilità nei confronti degli animali e della società intera. Chiediamo che le istituzioni garantiscano che casi del genere non passino inosservati e che vengano affrontati con la dovuta serietà e giustizia,” ha aggiunto Rosati.
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