Per ore trattenuta al pronto soccorso in attesa di essere visitata dai medici. Esasperata chiama i carabinieri. Odissea per una giovane donna di Sora che è finita al pronto soccorso del nosocomio di San Marciano nel pomeriggio di lunedì lamentando forti dolori al petto e problemi di respirazione.
Da giorni affetta da influenza, non riuscendo più a parlare tanto il fiato era diventato corto, preoccupata si è fatta accompagnare al pronto soccorso temendo che potesse esserci qualche problema più serio. Erano circa le ore 16:00 quando è arrivata in ospedale. È rimasta in sala di attesa pensando che sarebbe riuscita a farsi visitare nel giro di qualche ora, ma i pronostici si sono rivelati sbagliati. Trascorrono così due, tre, quattro interminabili ore e nessuno si cura di lei nonostante abbia fatto presente al personale parasanitario dei dolori che accusava al petto. È la stessa signora Emanuela a raccontarci che cosa è accaduto: “Avevo lasciato i bimbi a casa, dovevo anche andare a lavorare, ma mi sono sentita male e non ho potuto fare altro che recarmi in pronto soccorso sperando che qualcuno mi visitasse e mi desse qualche farmaco per farmi stare meglio, ma soprattutto che mi dicesse che non c’era nulla di preoccupante e che presto sarebbe tornato tutto alla normalità. Invece, dopo essermi imbattuta in una infermiera sgarbata e glaciale, sono rimasta in attesa di Triage per cinque ore senza che nessuno si degnasse di chiedermi come mi sentissi o se avessi bisogno di qualcosa“. Così, con il respiro che diventava sempre più corto e i dolori che persistevano, poco prima delle ore 21:00 ha deciso di chiamare i carabinieri: “Io non so se è normale lasciare una persona che si sente male per tutte quelle ore in una sala d’attesa, nell’indifferenza generale. Non credo che sia questo il modo di trattare una persona che non sta bene, al di là della gravità o meno della situazione. Ma se una persona arriva in pronto soccorso un motivo ci sarà. Non ci ho visto più quando l’infermiera mi ha detto che sicuramente avevo un attacco di panico. Sono riuscita a malapena a dirle che era impossibile primo perché non ho mai sofferto di attacchi di panico e poi perché avvertivo dei dolori al petto. Ma nulla da fare sono stata snobbata e trattata con sufficienza. Ho chiesto anche se poteva nel frattempo prepararmi un foglio per giustificare la mia assenza sul posto di lavoro e mi è stato risposto che dovevo aspettare il medico. È stato a quel punto che ho deciso di chiamare i carabinieri. So che hanno telefonato in pronto soccorso e dopo pochi minuti sono riuscita ad entrare per il Triage. Erano passate le ore 21:00”. A quel punto la donna è stata visitata dal medico rimanendo all’interno del reparto altre tre ore. “Se quei dolori al petto fossero stati i segnali di qualcosa di più serio? Come ha fatto l’infermiera in questione a prendersi la responsabilità di lasciarmi per ore in sala d’attesa, sostenendo addirittura che ero in preda ad un attacco di panico che poi si è dimostrato ben altro?”.
