Per lungo tempo una giovane mamma era stata perseguitata dall’ex marito che non aveva accettato la separazione. Nei giorni scorsi è arrivata la parola fine al suo incubo. La Cassazione infatti ha messo finalmente la parola fine questa triste vicenda che ha coinvolto un imprenditore di Veroli.
L’uomo addirittura era arrivato fino a Courmayeur dove la ex si trovava in vacanza. Cosa che non avrebbe dovuto mai fare in quanto era stato già raggiunto da divieto di avvicinamento. La VII sezione penale ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato dal difensore confermando la sentenza emessa già in primo grado ed in Appello che lo condannavano a due anni di reclusione. L’ imprenditore adesso avrà 90 giorni di tempo per versare una provvisionale di 15 mila euro e per intraprendere un percorso di recupero volto a ricostruire la sua personalità. Viceversa per l’uomo potrebbero spalancarsi le porte del carcere. I fatti che hanno portato l’imprenditore alla sbarra risalgono al 2021 quando a causa della sua gelosia morbosa aveva iniziato a maltrattare la moglie con comportamenti minacciosi che avevano scatenato nella donna, mamma di due bambini in tenera età uno stato perdurante di ansia. La giovane mamma che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Riccardo Masecchia temeva soprattutto per l’incolumità dei suoi figli. Era sicura che pur di far del male a lei sarebbe arrivato a far del male anche a loro. Una volta mentre si trovavano in macchina l’aveva scaraventata fuori dall’abitacolo. Era ritornato poi a riprenderla soltanto perchè la bambina che all’epoca dei fatti aveva soltanto sette anni lo aveva implorato di andare a ripresendere la sua mamma. Un’altra volta ancora aveva divelto le porte che collegavano il suo appartamento con quello della ex moglie facendo così scattare l’allarme. La ragazza era scappata in strada ed aveva atteso l’arrivo dei carabinieri per poter tornare a riprendersi i suoi bambini. Nel frattempo l’uomo aveva continuato a torturarla dicendole che era una poco di buono. Sempre più convinto che la moglie lo tradisse continuava a vessarla ed a minacciarla di morte. Da qui la denuncia e la successiva condanna a due anni di reclusione. Mar.Ming.
