In tanti hanno partecipato oggi, presso la Chiesa di Santa Maria a Fiume, ai funerali di Riccardo Pizzuti, deceduto a seguito di un terribile incidente stradale lungo lo stradone Asi.

Appassionato di motori, Riccardo aveva solo 20 anni. L’altra sera stava rientrando a casa, viaggiava insieme a due amici – rimasti gravemente feriti – quando, per motivi in fase di accertamento, l’auto è uscita fuori strada schiantandosi contro il guardrail. Riccardo nell’impatto è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, un impatto che gli è stato fatale. I due amici invece sono rimasti incastrati nella vettura. Soccorsi dai vigili del fuoco e trasportati d’urgenza in ospedale, versano in gravi condizioni. In tanti in queste ore si sono stretti alla

famiglia del caro Riccardo e oggi in molti hanno voluto partecipare alla funzione religiosa pregando per lui. Al termine della funzione gli amici di Riccardo lo hanno atteso all’esterno, in moto. Lo hanno salutato con la musica e il rombo dei motori, quei motori che tanto piacevano a Riccardo. E poi tanti palloncini lanciati in cielo, come a raggiungere l’amato Riccardo.
Toccante l’omelia di Don Sebastiamo: “Oggi le nostre preghiere sono di dolore, di rabbia ma anche di fede. Il calvario di una famiglia, e anche il pellegrinaggio di Riccardo, oggi ha la sua meta ultima e definitiva. Quello che portiamo all’altare stasera è un cuore lacerato. Ci mettiamo accanto, come unica comunità, alla famiglia Pizzuti e la famiglia masi colpite da questo grande dolore. Oggi la nostra città piange 3 giovani ieri Pina, oggi Riccardo e domani Angelo. Signore, donaci la consolazione del cuore e la forza di continuare a credere e sperare. Anche a te Vergine Santa rivolgiamo il nostro sguardo: Santa Maria a Fiume, Madre di Dio e di ogni uomo, noi ti imploriamo di starci vicino in questo momento di prova soprattutto a mamma Veronica, papa’ Marino, a Federica, ai nonni e tutti i familiari e amici.
Carissimi familiari, amici del nostro Riccardino, questo è un giorno che nessuno di noi avrebbe voluto vivere, una funzione a cui nessuno avrebbe avuto la voglia di partecipare. Parlando oggi a Voi, comprendo il vostro immenso dolore, la vostra grande sofferenza e il peso che grava su di voi e prego il Signore che possa darvi conforto e consolazione”. Viviamo uno strappo insanabile che da cui nasce tanto dolore. L’intelligenza e il cuore, si rifiutano di accogliere l’evidenza e gridano con forza … Perché? Perché Signore si deve morire così giovani, e in questo modo, proprio quando la vita inizia ad assumere forma e offre le prime risposte ai sogni coltivati?
So bene, che a questa domanda la risposta che il Dio della vita lo abbia voluto con se in paradiso, privandoci del suo volto e del suo affetto, vi rifiutate di pensare. Tu che hai conosciuto il dolore; Tu a cui la vita è stata strappata sulla croce, Tu dov’eri l’altra notte? Dov’eri Signore? …e dove sei? Sono queste le domande e le riflessioni angosciate che tutti ci stiamo facendo. Abbiamo bisogno di capire, di farcene una ragione, abbiamo bisogno di Te o Signore! Mentre riflettevo e combattevo con i miei pensieri, come ciascuno di voi, mi è venuta incontro la parola, quella che abbiamo appena ascoltata, e il sussurro della sua voce mi ha consolato e donato luce. “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò!” Tu, o Signore, l’altra notte eri vicino a Riccardo, proprio mentre i suoi occhi si chiudevano e la vita sfilava via. Eri lì per tendergli un abbraccio rassicurante e caldo al posto di mamma Veronica, papa’ Marino e la sorellina Federica. Eri lì accanto a lui per farlo sentire a casa, nella casa della luce e della pace. Tu, il Vivente, sei stato lì a prenderti cura di lui proprio come oggi la parola ascoltata ci aiuta a credere.
Sì, o Signore, in questo momento di dolore anche noi abbiamo bisogno del tuo abbraccio per sentire che la vita delle persone cha amiamo non sia finita in quell’impatto di morte, ma continua accanto a te. Oggi non è solamente il giorno del dolore, il giorno dove si piange l’assenza del nostro caro Riccardo; oggi è anche il giorno dove dobbiamo attingere alla nostra speranza; la nostra speranza
è Gesù, che la morte l’ha vinta. Per questo, cari amici, anche se ci può sembrare impossibile, dobbiamo trasformare la nostra disperazione in speranza, la nostra tristezza in gioia; Riccardo è con Dio e quindi anche con noi, nei nostri cuori; questo bravo ragazzo, gentile, aperto, disponibile, lavoratore è vicino ad ognuno di noi”.
Aveva la passione del motore, viveva con i motori.. da oggi Riccardo non ha bisogno più dei motori
ma vola con le ali insieme agli angeli.. Ieri sera mentre facevamo la veglia di preghiera mi sono venuti in mente i ricordi di Riccardo. E’ cresciuto in parrocchia, era un bambino, gli ho dato io la prima comunione e ha ricevuto la cresima, sempre presente, partecipava con i suoi amici all’oratorio estivo. Quante risate, quanti giochi, quante tombolate…Quando veniva alle messe voleva sempre fare il chierichetto.. non potremmo mai dimenticare quando la notte di natale veniva con la sua sorellina Federica, si vestivano da Giuseppe e Maria sotto l’altare vicino la culla e aspettavamo la nascita di Gesu’..sonnecchiava e si appoggiava al bastone di Giuseppe che teneva in mano.. ancora tanti di noi ricordiamo queste immagini..
Oggi raccogliamo noi questo testimone, perché la sua vita continui nel cuore di chi li ha conosciuto e amato.
Vorrei rivolgermi ai giovani qui presenti e agli amici di Riccardo:
Non riusciamo né (forse) riusciremo mai a spiegarci questa morte. Però una cosa possiamo e dobbiamo considerare: la nostra vita, così preziosa e ricca, è estremamente fragile. È come un cristallo. custoditela con cura e attenzione….dobbiamo e/dovete vigilare per non cadere nella logica del videogioco: che ci fa pensare che abbiamo a disposizione un’infinità di vite. Che sia possibile resettare la partita, per ricominciarne una da capo. Le nostre scelte, i comportamenti che mettiamo in atto sono splendidamente e drammaticamente reali. Costruiscono o distruggono il presente e il futuro. Una sola è la vita, da vivere intensamente, e tuttavia da custodire. Allora mi piace ora immaginare che Riccardo da lassù vi richiama e vi dicesse: fate attenzione e custodite la vita”.
Un’ultima parola la ripeto: GRAZIE. Grazie Riccardo da parte di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno ricevuto qualcosa da te.
Al grazie dei tuoi cari e dei tuoi amici, aggiungo il “grazie” mio e delle comunità.
Caro Riccardo e’ tempo di salutarci, continua a stare vicino a mamma, papà e Federica.
E accompagna le tante persone che hai incontrato nella tua vita. Ora vivi accanto a Dio.
Cristo sia con te per sempre.
Cristo sia davanti a te per guidarti;
Cristo sia nel cuore di chi ti pensa;
nella bocca di chi parla di te e
sia nella mente di chi ti ricorda.
Cristo sia in tutti noi
che oggi diamo a te l’ultimo saluto.
Riccardino figlio mio va’ in pace e vivi in Dio nell’eterna gioia!
DON SEBASTIANO