(di Cesidio Vano) Dunque, il sangue che avrebbero trasudato le statuette della Madonna di Medjugorje e un quadro raffigurante Gesù Cristo, che erano in possesso della veggente di Trevignano Romano, Gisella Cardia, sarà esaminato dal professor Emiliano Giardina dell’Università di Tor Vergata, per individuarne la natura. Lo ha stabilito il Gip di Civitavecchia Vittoria Sodani.
Le statuette e il quadro, come noto, sono state sequestrate dai carabinieri su ordine della procura di Civitavecchia che sta indagando sulla veggente e suo marito per l’ipotesi di truffa, dopo che un ex adepto, Luigi Avella, ha presentato denuncia lamentando di essere stato raggirato e convinto a donare 123mila euro all’associazione fondata da Cardia. Insomma, il sangue asseritamente trasudato da statue e quadro sarà al centro di quello che tecnicamente si chiama in procedura penale “incidente probatorio”. Il prossimo 19 novembre sarà formalmente affidato l’incarico al professore di Tor Vergata Emiliano Giardina mentre i legali di Gisella Cardia indicheranno come perito di parte la genetista Marina Baldi. Non solo, l’incidente probatorio servirà anche a “ricontrollare” i vecchi campioni di sangue analizzati nel 2016 dai carabinieri del Ris su richiesta, quella volta, della Curia di Civita Castellana. Questo perché, non essendo stati fatti quegli esami su ordine della magistratura e con le necessarie garanzie per tutte le parti, non possono ora avere valenza processuale, ma rivalutate quelle analisi in questa fase, acquisiranno un loro peso. Nel provvedimento del Gip, che dispone l’acquisizione della prova, si spiega che la finalità degli esami sono quelle di analizzare “la natura chimica e biologica delle tracce presenti sui compendi oggetti di sequestro quali la Madonna e il quadro recante l’effigie di Cristo e la loro compatibilità col Dna degli indagati”, oltre che come detto ricontrollare i vecchi campioni del 2016. Va anche detto, che a quest’ultima attività – richiesta dagli avvocati della veggente – si era opposta la Procura, ma il Gip ha deciso di accogliere l’istanza. Stabilire la natura e capire anche l’eventuale provenienza di quel sangue ha un peso centrale nelle indagini avviate dopo la denuncia di Avella, anche perché come ha detto il procuratore della repubblica di Civitavecchia, Alberto Liguori: “insistenti voci incontrollate (e al momento infondate, nda) riporterebbero che quel sangue sia della stessa veggente” e quindi l’emersione di alterazioni significative sui reperti religiosi, concorrerebbe a confermare l’ipotesi accusatoria. Solange Marchignoli, avvocato che insieme a Giuseppe Marazzita difende la veggente, ha spiegato al Corriere della Sera che: “L’indagine scientifica è per il nostro codice, l’unica che può dare risposte certe su eventuali zone d’ombra dell’indagine. Dunque finalmente affronteremo questo genere di accertamenti”. Va ricordato infine che lo scorso marzo la diocesi di Civita Castellana ha giudicato di origine non soprannaturale i fatti di Trevignano, tra statue e quadri che piangono sangue o olio profumato, miracoli bizzarri (come la moltiplicazione della pizza) e puntuali messaggi divini a orologeria. Sono comunque molti i fedeli che seguono la veggente, convinti che contro di lei si stia attuando una perfida macchinazione.
