Omicidio di Torvaianica, ergastolo per Esteban Calderon e per Giuseppe Molisso, tre anni per Cianfrocca e De Rosa e assoluzione per Enrico Bennato per non aver commesso il fatto (quest’ultimo era difeso dall’avvocato Enrico Barberi).
Per la cronaca va detto che i pubblici ministeri Francesco Cascini e Rita Ceraso avevano chiesto 24 anni di carcere considerando le attenuanti generiche. Tornando alla sentenza di questa sera per tutti è stata esclusa l’aggravante del metodo mafioso. L’omicidio si è consumato il settembre del 2020 in uno stabilimento di Torvaianica. Secondo gli elementi acquisiti l’omicidio si sarebbe consumato perché due gruppi criminali si contendevano il mercato dello spaccio in alcune zone della capitale. Molisso era considerato il “capo” di Tor Bella Monaca una delle zone più “calde” di Roma per quello che concerne lo spaccio di stupefacenti. Il pm Cascini ha ribadito come dalle chat acquisite si capisca questo grosso smercio di droga che ruotava intorno agli imputati. A due giorni dall’omicidio Calderon aveva scritto a Molisso che era indeciso se andare con la Bravo o con la moto. Segno questo che aveva già organizzato la condotta criminosa. Secondo il magistrato è stato Calderon a consumare l’omicidio, così come quello consumato ai danni di Piscitelli soprannominato “Diabolik”. Per la cronaca va detto che vari passaggi dell’omicidio sarebbero emersi dopo le dichiarazioni di Emanuele Cangi che prima aveva denunciato Bennato per stalking e poi aveva ritrattato dicendo addirittura che si era sentita con Enrico il 30 settembre del 2020 quasi a difenderlo. E come faceva a ricordare una cosa avvenuta molto tempo prima? Tornando all’omicidio, l’assonanza tra l’albanese e Piscitelli c’è per lo smercio di stupefacente nella zona di Torvaianica. Tutti questi elementi hanno convinto il presidente della Corte di Assise dr, Francesco Mancini che ha pronunciato la sentenza di condanna per Calderon e Molisso. Mar. Ming.
