(di Dante Sacco) Come da programma stabilito dalla Procura si è tenuto il sopralluogo ispettivo dei Carabinieri nella forra dello Spirito e nel greto del vallone Massa Grande.
Per la prima volta dall’inizio delle indagini sul caso della scomparsa del 77enne Franco Vettese, abbiamo potuto assistere a parte delle operazioni di scouting grazie al contributo video condiviso. Solo da queste immagini si prende consapevolezza del contesto carsico di Montecassino, delle acclività, dei detriti d’era glaciale che, ancora affastellati ai margini del fosso, sono la vera minaccia per chi, esperto e non, si addentra nella montagna. Dinanzi a questo paesaggio del calcare non si resta indifferenti e, tra querce, rovi, massi e guglie di pietra bianca, ci si ritrova immersi e soverchiati dalla natura aspra e ostica del luogo. Non sembra ma ci si trova a soli trecento metri d’altitudine e a meno di un chilometro dall’abitato di Cassino, nella profonda forra chiamata Vallone Massa Grande. I battitori, con la speciale collaborazione dei residenti delle Vallette, si sono trovati innanzi parete di rocce, scarpate celate da vegetazione infestante, antichi pozzi d’accumulo delle acque meteoriche e residuati bellici. Le uniche tracce di passaggio restano quelle della fauna selvatica, mentre al margine delle proprietà private e delle abitazioni collinari i sentieri sono battuti soltanto dagli animali domestici e dai conduttori dei fondi agricoli. Nulla di nuovo anche oggi, nessuna traccia diretta del passaggio di Franco Vettese, nemmeno un labile segno.
