(di Dario Facci) La manifestazione di Cgil-Cisl e Uil, la piazza unitaria dei metalmeccanici, i 20.000 in piazza del Popolo. Immagini incredibilmente inedite per tanti giovani e consuete, seppure ricordi ormai sbiaditi, per chi ha “alcune” primavere in più.
Qual è l’effetto di uno sciopero generale oggettivamente corposo e motivato da una più che possibile catastrofe occupazionale? Cos’è venuto fuori di diverso rispetto alle prospettive di due giorni fa? Certamente che l’Italia del lavoro si è svegliata dal torpore che l’aveva pervasa e che una simile mobilitazione, accompagnata, va sempre ricordato, dallo spettro sempre più consistente di un’epocale disgregazione delle fonti di sostentamento per decine di migliaia di famiglie, funziona come una scudisciata un po’ su tutti i decisori, politici e non. Il ministro Urso ha risposto immediatamente con la convocazione, ancora una volta, dei vertici del colosso automobilistico spina dorsale di tutto il settore, cioè Stellantis, come se i confronti tra Governo e azienda, ormai numerosi, avessero portato a qualche soluzione. I partiti di opposizione, PD in testa, sembrano improvvisamente sensibili al problemone, dopo mesi di sostanziale osservazione confortata solo da qualche dichiarazione di facciata. Tutti concordi col sindacato, com’è ovvio, che la situazione attuale, quella che vede chiusure, nessuna vera prospettiva di rilancio in vista della fine degli ammortizzatori sociali, non sia accettabile. Tutti anche atterriti però, di fronte a un dato di fatto sconvolgente: il calo delle vendite delle automobili è drammatico e permanente in tutta Europa e in Italia ancora di più. Specialmente le elettriche, inoltre, non se le comprano in pochissimi, per meglio dire una parte dei pochissimi che se le possono permettere. Il territorio della provincia di Frosinone, com’è noto, è coinvolto da questo discorso in modo totale. Lo stabilimento di Stellantis nel Lazio si trova in provincia di Frosinone e tutta la provincia è pervasa dal sistema vascolare dell’indotto Automotive. Si registrano, dunque, delle dichiarazioni. Sono un po’ formali, non potrebbero essere diverse, perché oltre all’urlo di disapprovazione per la situazione attuale, per i buoi fuggiti dalla stalla nel silenzio quasi generale quando le teste dell’industria automobilistica italiana migravano oltr’alpe e la promessa di sostegno ai lavoratori, non si può che predicare il mantenimento delle promesse da parte delle aziende. Promesse di investimenti che possono essere mantenute in un’ottica enorme, almeno europea. Dinamiche lontanissime, purtroppo, dai radar locali (figurarsi che gli osservatori prevedono in vent’anni la presenza di un decimo delle attuali vetture in giro nelle grandi città per l’avvento di nuovissimi sistemi di collegamento già reali!). Registriamo allora, l’intervento del segretario provinciale del Pd, Luca Fantini: Lo sciopero generale odierno rappresenta un segnale chiaro per Stellantis e il Governo. Non possono essere i lavoratori a pagare per scelte scellerate; bisogna invertire la rotta immediatamente. Tra cassa integrazione, tagli e salari da fame, la situazione è ogni giorno più allarmante. Dal palco – prosegue – una lavoratrice di Cassino ha parlato di dignità. Parole che descrivono in pieno l’incertezza di migliaia di persone che stanno pagando un prezzo troppo alto. La transizione ecologica va gestita, perché se ben gestita può rappresentare un’opportunità per il settore. Ma ad oggi mancano risposte chiare e interventi diretti che possano garantire il rilancio della produzione del settore automotive, assolutamente centrale per il nostro territorio”. “In piazza a Roma al fianco dei lavoratori del comparto automotive. Sono necessarie parole chiare da parte del governo e dell’azienda sul futuro di Stellantis e, soprattutto, per quello di migliaia di famiglie sempre più angosciate da una situazione inaccettabile. L’audizione di Tavares ha aggravato un quadro già molto critico”. Così in una nota Sara Battisti, consigliera regionale del Pd, presente in piazza a Roma per lo sciopero unitario. “Lo stabilimento Stellantis di Cassino – prosegue – è un presidio economico e sociale fondamentale per il territorio. L’azienda ha beneficiato in questi anni di un’enorme quantità di denaro pubblico, senza restituire nulla alle nostre comunità. È positiva la richiesta dei deputati Pd a Palazzo Chigi per un tavolo permanente che includa azienda e sindacati, poiché nessuna risposta accettabile è stata fornita ai lavoratori. Lo sciopero unitario di oggi rafforza le nostre battaglie al fianco delle persone”.
