Gli investigatori a caccia di armi nella città di Ceccano.
Sembra che la città fabraterna si sia trasformata in una sede del mercato nero delle armi. Sabato scorso hanno effettuato delle perquisizioni, nelle abitazioni di alcuni soggetti sospettati di smerciare fucili e pistole. L’inchiesta ha preso il via l’estate scorsa quando un imbianchino con regolare porto di armi, aveva acquistato quattro pistole che poi erano sparite nel nulla. Nei prossimi giorni il pittore edile che poi era finito ai domiciliari, verrà giudicato con rito abbreviato. Forte il sospetto che una di queste pistole acquistate dall’imbianchino, possa essere finita nella mani di alcuni soggetti della malavita organizzata e che potrebbe essere stata utilizzata per la vicenda relativa allo Shake bar dove si è consumato un omicidio a carico di un albanese di 27 anni. Sulla scia di queste indagini il sostituto procuratore Adolfo Coletta ha firmato un decreto di perquisizione nei confronti di tre soggetti, tutti ceccanesi. Nel corso della perquisizione, va detto, nessuna traccia di quella beretta 3,75 che avrebbe ucciso Kasmi Kasem freddato nel marzo scorso a colpi di pistola davanti allo shake bar di via Aldo Moro. Gli investigatori hanno sequestrato però complessivamente ben nove cellulari, una pistola ad aria compressa, un barattolo contenente piombini, due panetti di hashish, due bilancini di precisione, un trita erba ed un tablet con codice sblocco, privo di scheda sim. Per quanto riguarda i telefonini la procura ritiene che attraverso analisi approfondite di questi ultimi si potrebbero ottenere informazioni importanti circa lo smercio di armi che avrebbe preso piede nella città fabraterna. Al momento si sa che gli indagati si sono rivolti agli avvocati Tony Ceccarelli e Marilena Colagiacomo per essere rappresentati nelle opportune sedi. Mar.Ming.
