La Funzione Pubblica CGIL di Frosinone e Latina interviene con una nota dopo l’ultimo grave episodio avvenuto nell’area del Servizio psichiatrico (leggi qui) e denuncia la situazione critica in cui versa ormai da mesi l’Spdc dell’Ospedale di Cassino.
“A seguito della chiusura prolungata dell’omologo Spdc dell’Ospedale di Frosinone – dice la Cgil – i cittadini che soffrono il disagio psichiatrico acuto vengono dirottati sulla sede di Cassino che deve far fronte da solo all’utenza dell’intera provincia. L’ultimo episodio è solo la goccia che fa traboccare il vaso di una serie di disagi non più sopportabili dal personale infermieristico e medico. Un paziente – raccontano – ricoverato nell’Spdc del Santa Scolastica di Cassino, sottoposto ad obbligo giudiziari, è evaso. Le Forze dell’ordine sono riuscite a rintracciarlo, ma il paziente psichiatrico, in fase acuta, ha sfogato la sua rabbia ai danni di un carabiniere che ha riportato lesioni gravi. Tale episodio – proseguono dalla sigla sindacale -, soltanto l’ultimo di una serie quotidiana di criticità, pone con forza la grave situazione a carico dell’Spdc di Cassino che deriva dalla chiusura prolungata dell’Spdc di Frosinone”. Dalla Cgil Fp spiegano come l’Spdc di Cassino sia “sottoposto ad una pressione continua: 14 posti letto, di cui 2 posti di day hospital, sono sempre occupati. A seguito della chiusura di Frosinone si determina a Cassino una concentrazione straordinaria di malati psichiatrici affetti da patologie gravi che pesano oltremodo sull’ordinario carico di lavoro. La sicurezza e la salute psicofisica del personale infermieristico è a rischio. La chiusura dell’Spdc di Frosinone ha ridotto ulteriormente il numero dei malati che possono accedere al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura: dopo la chiusura dell’Spdc di Sora, quello di Cassino è rimasto l’unico Servizio Psichiatrico per una popolazione provinciale che sfiora i 500.000 abitanti”. I famigliari dei pazienti psichiatrici debbono aggiungere alla sofferenza quotidiana di un parente malato il disagio di un oneroso pendolarismo che è gravoso dal punto di vista economico. “Non può essere ulteriormente tollerata una situazione che, oltre a danneggiare fasce deboli di cittadini, mette a rischio la sicurezza del personale, né vanno sottaciuti i rischi professionali cui vanno incontro quotidianamente medici ed infermieri a fronte di pazienti particolarmente aggressivi” dicono dal sindacato. Il quadro lavorativo oltre a presentare un’alta concentrazione di forme psichiatriche gravi si deve confrontare, infatti, con la frequente presenza di ricoverati detenuti e quindi piantonati dalla forza pubblica. “Si riafferma, pertanto, la urgenza di una riapertura dell’Spdc di Frosinone – dicono dalla Funzione pubblica -. Vanno recuperate condizioni minime di sicurezza degli operatori sanitari e garantita la funzionalità e prossimità dei Servizi di cura psichiatrica in favore dei cittadini più fragili. Sollecitiamo il Commissario della Asl dottoressa Pulvirenti ad adottare gli atti finalizzati alla assunzione del personale medico necessario alla riapertura dell’Spdc di Frosinone. Auspichiamo una rapida ripresa del Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura presso l’Ospedale di Frosinone, ma sin d’ora – concludono – chiediamo l’adozione di tutte le misure necessarie, ivi compresi appositi protocolli, per mettere in adeguata sicurezza l’Spdc di Cassino che, grazie allo spirito di abnegazione del suo personale medico ed infermieristico sta garantendo, in piena emergenza, la continuità di cura e diagnosi in favore dei cittadini bisognosi”.
