10 Ottobre – Giornata Mondiale della Salute Mentale: quali iniziative in campo?

Irene Mizzoni
18 MIn Lettura
La Giornata Mondiale della Salute Mentale viene celebrata ogni anno il 10 ottobre e rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le problematiche legate alla salute mentale e per promuovere l’importanza di un approccio attento e consapevole nei confronti del benessere emotivo e psicologico. Quest’anno, nonostante i dati parlino di un aumento di casi legati a difficoltà psicologiche, risultano essere pochissime le iniziative. Significativo il recente appello del Presidente della Caritas di Roma.

Tra gli obiettivi della Giornata Mondiale della Salute Mentale c’è la sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo ai problemi legati alla salute mentale; la promozione della comprensione dei disturbi psicologici; informare sulle risorse a disposizione per la diagnosi e la cura delle malattie mentali; combattere la discriminazione nei confronti delle persone affette da malattie psicologiche; promuovere uno stile di vita sano e la prevenzione delle malattie mentali. Quest’anno proprio in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, l’Italia si tingerà di verde per sensibilizzare sull’importanza della salute mentale. Sono 17 le città italiane da Nord a Sud si uniscono all’iniziativa “Luce Verde”, promossa da Fondazione Progetto Itaca ETS, per mostrare vicinanza a chi convive quotidianamente con un disturbo mentale. In questa giornata, monumenti e luoghi simbolo delle città italiane saranno illuminati di verde, un segno visibile di solidarietà e impegno condiviso per una società più consapevole e inclusiva. Le 17 città italiane che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione “Accendere il Verde sulla Salute Mentale” sono BARI, Piazza Aldo Moro – BERGAMO, Porta di San Giacomo – BOLOGNA, Palazzo Podestà – BRESCIA, Palazzo della Loggia – CATANZARO LAMEZIA, Castello Normanno di Nicastro, Duomo – FIRENZE, Porte Storiche di Firenze — GENOVA, Fontana Piazza Ferrari – LECCE, Piazza Sant’Oronzo – MILANO, Palazzo della Regione, Palazzo Pirelli, Portanuova – CAMPOBASSO, Palazzo del Municipio – NAPOLI, Fontana Nettuno – PADOVA, Torre Campanaria – Palazzo del Comune – PALERMO, Teatro Massimo, Teatro Politeama – PARMA, Palazzo del Comune – RIMINI, Rocca Malatestiana – ROMA, Ministero della Salute (TBC) – TORINO, Mole Antonelliana (il 13 ottobre). I DATI In Italia è emergenza salute mentale: 16 milioni le persone colpite, in cima donne e giovani. Al Sud più fragilità. A pochi giorni dalla Giornata mondiale della salute mentale la nuova infografica di Unicusano analizza le difficoltà psicologiche più comuni nel nostro Paese e fa luce sulle mancanze statali a supporto del cittadino: Sono trascorsi solo 2 anni dal 2022, eppure la percentuale di persone che in Italia soffre di un disturbo psicologico è aumentata del 6%. Sono più di 16 milioni, oggi, i cittadini italiani a lamentare un disagio di media o grave entità (nel 2022 erano 12,96 milioni), disagio acuito dalla pandemia di Covid-19 che ha visto schizzare i casi di ansia e depressione, dopo soli 12 mesi dal primo lockdown, rispettivamente del +26% e +28%. Se sono state le donne, allora, ad aver toccato con mano il baratro in termini di salute mentale (a causa dell’aumento dei casi di violenza domestica e della precarietà sociale e lavorativa), oggi a pagare il prezzo di una società profondamente e frettolosamente cambiata sono tutti: anziani, giovani, persone con difficoltà economiche. Sbalzi d’umore (60%), insonnia (59%), sintomi depressivi (58,9%) crisi di panico (38%). Sono queste le sensazioni più diffuse tra chi naviga senza rotta nel mare della vita e destina tra 31 e 100 euro al mese all’acquisto di psicofarmaci psicoattivi. Solo nel 2023, infatti, il 19,8% degli italiani ha assunto farmaci a supporto della salute mentale come ansiolitici (85,1%), antidepressivi (51,2%), stabilizzatori dell’umore (40,5%) e antipsicotici (21,4%), soprattutto donne over 65 (21,7% rispetto al 17,8% di uomini). Se nel mondo la fonte principale dei problemi sembra essere di natura personale (33%), in Italia la causa primaria dei disturbi psicologici è il lavoro. Il 76% dei lavoratori ha manifestato almeno una volta sintomi come stanchezza, disturbi del sonno, stress, disinteresse o ansia, portando il livello di malcontento generale nei confronti delle azioni intraprese dalle aziende per salvaguardare la salute mentale dei suoi dipendenti al 51%. Tra disimpegno (62%), ricerca di un nuovo lavoro (44%) e assenze per malattia (16%), i segnali di una richiesta d’aiuto sono sempre più chiari e ben visibili. A soffrire di più, tuttavia, sono i giovani. Mentre in Europa sono 11,2 milioni le ragazze (5,3 milioni) e i ragazzi (5,9 milioni) che soffrono di disturbi psicologici, in Italia questo numero supera i 700 mila. Ansia e depressione sono i malesseri più diffusi che, solo nel 2020, hanno portato 931 giovani europei al suicidio. Un dato sconcertante che, anche nel nostro Paese, non trova distinzione di genere. Tra il 2011 e il 2020, infatti, solo in Italia sono morti per suicidio il 43% di maschi e il 33% di femmine. È la cosiddetta Gen Z a portare la bandiera del disagio psicologico. I sintomi sono gli stessi (sbalzi d’umore, sintomi depressivi, crisi di panico), ma i numeri ancora più preoccupanti: nel mondo il 39% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni presenta forme serie o estremamente serie di ansia, stress o depressione. In Italia, oggi, un giovane su tre sembra incassare il colpo di una vita che va troppo di fretta, di un mondo confuso, incerto, pericoloso, imprevedibile. Il mondo delle pandemie, delle guerre, delle crisi climatiche. Un mondo troppo performante con cui stare al passo. Nonostante tutto, gli italiani continuano a percepire una distorsione tra reale e immaginato. Se l’88% valuta la propria condizione mentale come buona o media e il 26% manifesta sintomi depressivi, ansia o stress in forma grave o molto grave, più del 44% decide di autogestire i disturbi relativi ai malesseri mentali e il 33% non richiede un consulto medico. Dati, questi, che dimostrano una scarsa consapevolezza sul tema della salute mentale, ancora pieno di tabù. Sebbene, però, 3 italiani su 10 cerchino supporto psicologico, solo un terzo di chi soffre di disturbi mentali riceve un trattamento adeguato a causa della disparità tra necessità di cure e disponibilità effettiva dei servizi. Se è vero che il bonus psicologo è nato con il Governo Draghi (Decreto Milleproroghe) per sensibilizzare sul tema della salute mentale e avvicinare quanti più cittadini ad uno stato di ritrovato benessere grazie all’aiuto dei professionisti che aderiscono all’iniziativa (nel 2023 l’81% di chi ha richiesto il bonus non aveva mai chiesto aiuto per motivi economici e il 90% si è detto molto soddisfatto dell’aiuto ricevuto), il taglio dai 25 milioni di euro stanziati nel 2022 ai 10 milioni del 2024 non ha fatto che aumentare il gap di trattamento. Ancora oggi, in Italia, la salute mentale non sembra essere una priorità. Su 130mila psicologi presenti sul territorio nazionale solo il 5% lavora in strutture pubbliche, mentre su 400mila persone che hanno fatto richiesta per il bonus psicologo solo 16 mila sono state accolte. Il bonus può essere un punto di partenza – se potenziato, ma non la soluzione. Il supporto psicologico dovrebbe partire dalle basi, lavorando su una triangolazione che preveda la compresenza di: psicologo di base, psicologo scolastico, bonus. LE INIZIATIVE NEL LAZIO Nel Lazio risultano essere poche le iniziative organizzate/pubblicizzate:
  • Giovedì 10 ottobre il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1 celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale organizzando una serie di incontri ad accesso libero volti a promuovere il confronto e la sensibilizzazione sul tema. Gli eventi coinvolgeranno operatori, utenti, familiari, associazioni e cittadini in un dialogo aperto e partecipativo.
La Giornata Mondiale della Salute Mentale è un’importante occasione per accendere i riflettori su una tematica cruciale che non riguarda solo chi vive direttamente una condizione di disagio psicologico, ma che coinvolge l’intera comunità. Tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’edizione 2024 è il legame tra la salute mentale e gli ambienti di lavoro: luoghi sicuri e sani preservano la salute mentale dei lavoratori, favorendo una migliore qualità della vita e maggiori soddisfazione e produttività. Le iniziative organizzate dalla ASL Roma 1 si svolgeranno in diverse sedi sul territorio, offrendo un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza della salute mentale nella vita quotidiana, promuoverla come diritto di tutti e condividere esperienze e conoscenze. La partecipazione è gratuita e aperta ai cittadini. Sedi e orari degli incontri: Comprensorio Santa Maria della Pietà, piazza Santa Maria della Pietà, 5 (padiglione 90bis): dalle 9:30 alle 13:00 Giardino del TSMREE 1 La Scarpetta, piazza Castellani, 23: dalle 10:00 alle 14:00 Terrazza Centro di Salute Mentale Boccea, via Boccea, 271: dalle 10:00 alle 14:00 Centro Diurno Via Boemondo, via Boemondo, 21: dalle 10:00 alle 13:00 Centro Diurno PIPSM Plinio, via Plinio, 31: dalle 10:00 alle 13:00 SRTRe Primavalle, via S. Iginio Papa, 282: dalle 9:30 alle 13:00 Liceo Dante Alighieri, via Ennio Quirino Visconti, 13: dalle 10:00 alle 14:00 In programma anche una sessione di collegamento streaming con le piazze italiane coinvolte nelle celebrazioni della Giornata Mondiale.
  • ‘Tutti in campo per la salute mentale’ è lo slogan scelto dalla ASL Roma 3 per celebrare la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Si tratta di una partita di calcio che si svolgerà giovedì 10 ottobre al Campo dei Miracoli di Corviale a Roma, alle ore 10. A sfidarsi ci saranno gli utenti dei Centri diurni, i medici e gli operatori sanitari della ASL Roma 3. “I ragazzi dei Centri Diurni e anche le loro famiglie, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, hanno deciso di scendere tutti in campo insieme, dimostrando che per vincere la partita contro il disagio mentale occorre gioco di squadra”, spiega Francesca Milito, Direttore Generale ASL Roma 3. All’iniziativa saranno presenti anche Massimiliano Maselli, Assessore ai Servizi sociali, Disabilità, Terzo settore, Servizi alla persona della Regione Lazio, e Massimo Vallati, Presidente del Calciosociale.
 
  • L’APPELLO DELLA CARITAS DI ROMA
Significativo l’appello di Giustino Trincia, Direttore Caritas di Roma: L’augurio sincero è che la Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre dia nuovo slancio all’impegno per prevenire la malattia mentale e assicurare le necessarie cure a chi ne ha bisogno. I numeri sono implacabili ma da soli non rendono la sofferenza e l’emarginazione vissute da individui e da famiglie che si trovano nel vortice provocato da disturbi psicologici, da patologie psichiatriche e il più delle volte da tanta solitudine. La pandemia da covid -19 ci lascia in eredità un deciso aggravamento del problema, soprattutto tra gli adolescenti: dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma apprendiamo che uno su sette, nella fascia compresa tra gli 11 e i 19 anni, soffre di un disturbo mentale che può sfociare, nei casi più gravi, nel suicidio. L’ansia, la depressione e l’autolesionismo sono in aumento tra gli adolescenti. L’Istat ci dice che nel Lazio ci sono 1,5 milioni di persone che soffrono di disturbi mentali, stiamo parlando del 27,1% dei residenti nella regionale. Eppure permane nel Paese una profonda sottovalutazione del fenomeno a livello politico istituzionale, culturale e sociale. Si preferisce non parlarne e gestire tutto nel privato delle proprie case, su un piano più individuale e riservato anziché comunitario e pubblico come è indispensabile che avvenga per poterlo affrontare con qualche possibilità di successo. Non si possono lasciare sole le persone, le famiglie che vi sono coinvolte. Occorre rimuovere la stigmatizzazione che ancora pervade le coscienze di troppi rispetto ad una malattia che terrorizza i più e che sfocia in varie forme di esclusione sociale e di discriminazione. Va conquistata la normalità di poterne parlare e apprezzata l’umanità che spinge a chiedere aiuto, a non tenersi dentro e da soli l’impotenza che si prova di fronte ad un familiare, ad una persona amica che vive questa delicata e a volte complessa malattia. C’è una evidente questione di rispetto di diritti umani e di tutela della dignità delle persone. Occorre che la stessa comunità ecclesiale dia qualche segno di maggiore attenzione alle problematiche della salute mentale, tanto più che ad essere investiti oggi molto più che ieri sono le giovani generazioni, il futuro delle nostre comunità e delle nostre società. Su questo piano sarebbe molto importante oltre che utile, promuovere occasioni di informazione e di sensibilizzazione delle nostre comunità, oltre che momenti e modalità specifiche di preghiera; una frontiera per gli animatori della carità, a partire da quelli delle nostre Caritas, sarebbe promuovere forme di vicinanza, di prossimità, a coloro che nei nostri quartieri e nei nostri condomini si chiudono nelle loro abitazioni e sperimentano le forme più dure di solitudine. Che bello sarebbe se un movimento di giovani, di adulti e di anziani iniziasse a prendersi cura dei rispettivi coetanei in difficoltà, promuovendo quella cura basata sul calore della vicinanza umana che in tanti casi sarebbe così decisiva per reagire al disagio mentale e ripartire avvalendosi delle giuste cure. È in questa prospettiva che come Caritas diocesana di Roma abbiamo avviato quest’anno dei percorsi di formazione e costituito un apposito gruppo di lavoro per monitorare la situazione, elaborare analisi e formulare proposte a sostegno anzitutto delle famiglie. Occorre che la politica e le amministrazioni pubbliche si assumano le loro responsabilità, difronte all’ingiustizia che si sperimenta allorquando in molti ormai non hanno possibilità di accesso, per ragioni soprattutto economiche, alle indispensabili cure. C’è un ritardo decennale e una latitanza sconcertante, per essere giunti nella nostra regione alla gravissima carenza di personale – manca il 65% di quello previsto sulla carta (la pianta organica) – di strutture (dove sono i famosi servizi territoriali?) e di comunicazione tra i dipartimenti di salute mentale ospedalieri e quei pochi servizi territoriali realmente operativi. Ora la Regione Lazio ha annunciato importanti assunzioni del personale. L’augurio e la speranza è che si possa toccare con mano un cambiamento significativo e che si rafforzi l’ascolto delle famiglie che patiscono il problema più di tutti e degli stessi operatori del settore. La certezza infatti è che senza un impegno corale e una forte collaborazione tra istituzioni pubbliche, tra le forze politiche, tra rappresentanti e rappresentati, tra pubblico e privato, rivolgendo una particolare attenzione a chi è ai margini delle nostre città, non riusciremo a compiere quei necessari e urgenti passi in avanti per i quali la Giornata della salute mentale non può diventare la parentesi della celebrazione di un giorno tra i 365 che fanno l’anno.
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