Se soltanto i servizi sociali si fossero attivati per tempo, forse oggi Gloria Pompili (nella foto), la ragazza di 23 anni residente in via Bellini, uccisa il 24 agosto del 2017 davanti agli occhi dei figli di 3 e cinque anni avrebbe potuto salvarsi.
A decretare la sua morte la cugina Eloide Del Prete ed il compagno egiziano Helesh Salem. La coppia che è stata condannata a 20 e 24 anni di carcere, l’aveva presa a bastonate perché quel giorno l’attività di meretricio sulle strade di Aprilia dove l’avevano portata per esercitare il mestiere più antico del mondo, aveva reso poco. Gloria morirà quella sera lungo il ciglio di una strada con un polmone perforato a causa dei colpi ricevuti. E proprio a seguito degli elementi raccolti la procura ha deciso di incriminare per omissione di atti di ufficio e di pubblico servizio, una delle assistenti sociali che all’epoca dei fatti era stata informata di quello che accadeva in quella abitazione nella parte bassa del capoluogo ciociaro. Ieri pomeriggio in aula, è stata proprio la proprietaria dell’appartamento dove abitava a Gloria a salire sul banco dei testimoni e a puntare l’indice contro l’assistente sociale oggi in pensione. “Un giorno – ha riferito la teste davanti al giudice Francesca Proietto – sono passata davanti la mia casa e ho visto i bambini di Gloria che piangevano in piedi dentro ad una cassetta che era stata legata con un filo della televisione alla ringhiera del balcone. I bimbi si trovavano almeno a due metri e mezzo da terra, quindi avevo il terrore che potessero cadere. Così senza pensarci due volte mi sono recata presso gli uffici dei servizi sociali e proprio all’imputata ho detto di aver visto i due bambini di Gloria in una cassetta sospesi nel vuoto. Ma la sua risposta è stata: ‘Fai una foto e mandamela’. Dopo di che mi ha liquidato subito. Io, terrorizzata da quella scena, sono ritornata in via Bellini: la cassetta stava ancora lì mai i bimbi erano stati portati via. Così, di nascosto, ho preso una scala e mi sono arrampicata fino a prendere quel contenitore. Dopo aver tagliato quel filo che lo reggeva l’ho tolto da lì e sono andata a gettarlo lontano. Avevo paura che qualcuno mi vedesse. Sapevo di rischiare molto, ma in quel momento, ho pensato che almeno quel giorno i bimbi non sarebbero stati in pericolo”. Per la cronaca va detto che la cugina Eloide ed il compagno sovente costringevano Gloria a prostituirsi. E, per paura che la ragazza potesse respingere i clienti, mettevano i due figlioletti in quella cesta. La madre di Gloria, Carmela Del Prete, ed il fratello Luca si sono costituiti parte civile. A rappresentarli l’avvocato Francesca Campagiorni dello studio Maietta e Marta Campoli dello studio Tozzi. Mar. Ming.
