Il cantiere per la costruzione del nuovo inceneritore o termovalorizzatore (a seconda di come la pensa chi ne parla) di Roma partirà a breve. Lo ha confermato l’Ad di Acea – che, a capo di un consorzio di imprese, dovrà realizzare l’opera dopo aver vinto (unica partecipante) il relativo appalto – Fabrizio Palermo: il progetto è ormai nelle fasi finali e che la cantierizzazione potrebbe partire a breve.
L’impianto dovrà sorgere a Santa Palomba (IX Municipio) a confine con Ardea e Pomezia, dove le preoccupazioni e le contrarietà all’impianto non mancano. Per Roma, e per il sindaco Roberto Gualtieri primo sostenitore del progetto, con il termovalorizzatore (lui lo chiama termovalorizzatore) la Capitale potrebbe tirare un sospiro di sollievo e gettarsi alle spalle anni di emergenza rifiuti. Il progetto è prossimo all’autorizzazione definitiva da parte della commissione tecnica appositamente costituita, con il via libera potrà aprire il cantiere. Nel frattempo i comitati locali – cioè quelli della zona dove l’inceneritore dovrà sorgere (lì lo chiamano inceneritore) continuano a protestare e dirsi preoccupati per le ricadute sulla salute e l’ambiente. Tra l’altro, fanno notare che “l’inceneritore del Giubileo” – che grazie all’esigenza di ‘ripulire’ Roma in vista dell’appuntamento religioso mondiale può essere realizzato con procedure e poteri speciali – sarà operativo solo nel 2028, ben due anni e mezzo dopo la fine del Giubileo: “Che sia tutta una scusa, per avviare il progetto utilizzando poteri straordinari?” si chiedono. E poi ci sono le polemiche e anche un’inchiesta della magistratura sul terreno acquistato da Ama (la municipalizzata romana dei rifiuti) che dovrà ospitare l’impianto: sarebbe stato pagato a un prezzo ritenuto spropositato: 75 euro al metro quadro, contro una quotazione di mercato stimata tra i 40 e i 45 euro. L’affare è finito così all’attenzione di Procura, Corte dei Conti e la Commissione parlamentare Ecomafie. Comune, Acea e Ama, invece, ritengono che il termovalorizzatore sarà la risposta che la Capitale attende da anni: stando ai programmi l’impianto, una volta a regime, dovrebbe decisivo per la gestione dell’immondizia a Roma: riuscendo a trasformare i rifiuti in energia, così da ridurre l’impatto ambientale delle discariche da un lato e fornire un contributo significativo alla produzione di energia, dall’altra. [CV]
