“Ora c’è solo da sperare che alle parole seguano i fatti”. Massimo Calicchia (nella foto), segretario provinciale del Psi, interviene dopo l’annuncio, fatto dalla presidente della Commissione regionale Sanità, Alessia Savo, dell’autorizzazione all’assunzione di due nuovi medici infettivologi presso l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone.
Era stato proprio il segretario regionale del Psi, Gian Franco Schietroma, pochi giorni prima, a lanciare l’allarme sul rischio chiusura del reparto di Malattie infettive di quel nosocomio per mancanza di medici e oggi Calicchia sottolinea: “L’intervento della Presidente della commissione regionale alla sanità Alessia Savo costituisce l’ulteriore conferma che è assolutamente fondato l’appello rivolto, nei giorni, scorsi da parte di noi socialisti alla Regione per evitare la chiusura del reparto malattie infettive dell’ospedale di Frosinone per mancanza di personale”. Inoltre, il segretario provinciale evidenzia la situazione che si è venuta a creare a ‘Malattie Infettive’: “Ora ci attendiamo che alle parole della Savo seguano sul serio i fatti concreti poiché, a tutt’oggi, tale reparto può contare in realtà soltanto su due medici infettivologi (Fabrizi e Sebastiani), oltre alla dirigente (Casinelli), mentre l’organico in epoca pre-covid era di otto medici infettivologi più la dirigente. Ci auguriamo vivamente, nell’interesse della collettività – continua -, che, secondo quanto promesso dalla Savo, vengano immediatamente assunti due medici infettivologi, ma osserviamo che ciò non sarebbe comunque sufficiente a garantire la piena efficienza di un reparto vitale per la sanità della nostra provincia e di cui ho potuto verificare personalmente il grande valore del personale medico e paramedico”. Calicchia coglie l’occasione anche per replicare ad alcune affermazioni della Savo: “Quanto alle accuse, a noi rivolte dalla Savo, di presunte critiche strumentali, le rispediamo decisamente alla mittente, anche perché è ben noto che in passato noi socialisti non abbiamo risparmiato rilievi nemmeno all’allora presidente della regione Zingaretti”.
