Morto di tumore ai polmoni a soli 37 anni. La Corte d’Appello di Roma ha condannato Cotral Spa a risarcire con circa 500mila euro la famiglia di Luigi Pennacchietti che, per quattro anni, dal 1988 al 1992 aveva lavorato come operaio della società regionale dei trasporti a contatto con componenti in amianto.
La vicenda giudiziaria per questa morte è durata molti anni tra primo grado, appello, cassazione e quindi rinvio in appello. Pennacchietti, elettromeccanico e manutentore di mezzi rotabili, aveva lavorato per anni nelle officine di Roma Centocelle, smontando apparecchiature e componenti elettrici contenenti amianto. Nel 1992 erano iniziati a comparire i primi sintomi del tumore polmonare, che poi ne aveva causato il decesso. La vicenda ha avuto un lungo contenzioso giudiziario a fronte del quale la domanda giudiziale è stata rigettata sia dal Tribunale che dalla Corte di Appello di Roma, ritenendo prevalente il danno da fumo di sigarette oltre al fatto che lo stesso Pennacchietti aveva in precedenza lavorato in altri luoghi anch’essi con presenza di amianto. In seguito, però, al ricorso dell’avvocato Ezio Bonanni, legale della famiglia e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la Corte di Cassazione ha invece confermato che la morte di Pennacchietti fosse stata causata proprio dall’esposizione ad amianto unitamente al fumo di sigaretta, come rilevato dalla Consulenza tecnica richiesta dai giudici. “Una vicenda giudiziaria rilevante – dicono dall’Osservatorio Amianto – poiché afferma un principio fondamentale per il quale, laddove il datore di lavoro abbia esposto un lavoratore “fumatore” all’amianto, è corresponsabile della morte, perché vi è un ruolo sinergico dell’amianto con il fumo di sigaretta”. Si legge infatti in sentenza come il fumo e “l’esposizione ad amianto abbiano concorso in egual misura alla produzione dell’evento morte”. “Questa sentenza è molto importante, perché afferma il principio della concausa, in ogni caso ove insorga il cancro del polmone dovuto all’esposizione all’amianto, il datore di lavoro è responsabile anche se il lavoratore era un fumatore”, dichiara Bonanni. L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela da anni le vittime di questo pericoloso cancerogeno. Queste possono richiedere assistenza tramite attraverso il sito https://www.osservatorioamianto.it/ o tramite il numero verde gratuito 800 034 294.
