Frosinone – Caos in carcere: i dettagli della violenta protesta. Il Sappe chiede l’intervento del Governo

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“Subito un incontro urgente su criticità penitenziarie del Lazio e dei circuiti detentivi!”. È quanto ha chiesto il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ai Sottosegretari alla Giustizia Delmastro e Ostellari.

Dopo la sigla sindacale FNS CISL Lazio, in merito alla violenta protesta verificatasi nel carcere di Frosinone (leggi qui) dopo il decesso di un detenuto, interviene anche il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). Ancora alta tensione in un carcere del Lazio, ancora una situazione di pericolo vissuta nella Casa circondariale di Frosinone. Su quanto è avvenuto ieri, riferisce Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Ieri sera, 4 o 5 detenuti della Quinta Sezione, in stato psichico visibilmente alterato e senza una concreta motivazione, hanno praticamente devastato l’intera sezione. Hanno rotto le telecamere, i vetri blindati del corpo di guardia e il vetro della porta blindata di ingresso, tutte le luci del corridoio, hanno allagato la sezione utilizzando gli idranti e hanno tentato di sottrarre le chiavi al collega minacciando con dei punteruoli rudimentali. Solo grazie alla prontezza di riflessi il collega è riuscito a mettersi in salvo abbandonando la sezione. I detenuti sono arrivati fino a sotto l’ingresso ai reparti portando le manichette degli idranti e allagando anche le scale e il corridoio del piano inferiore tanto da rendere impossibile, per ragioni di sicurezza ed incolumità personale, anche la somministrazione della terapia farmacologica serale anche in altre sezioni adiacenti alla loro. Anche dopo l’intervento del Direttore e del Comandante che sono saliti in sezione ad ascoltare le loro richieste, tre di loro si sono rifiutati di rientrare in stanza e hanno continuato a protestare violentemente fino a tarda notte. Ancora una volta grazie al personale di polizia penitenziaria di Frosinone si è ripristinato l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto”. “Ormai quello che quotidianamente accade negli Istituti del Distretto penitenziario laziale non fa più notizia”, denuncia Somma. “Le aggressioni che avvengono pressoché quotidianamente ai danni del personale di Polizia che presta servizio nelle varie carceri sono il simbolo di una gestione fallimentare dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria annuncia che saranno messe in atto, concrete forme di protesta finche l’Amministrazione non fornirà i mezzi e le soluzioni affinché il problema venga risolto”. Il sindacalista, che esprime solidarietà al personale del Reparto di Polizia del carcere di frusinate, ribadisce ancora una volta che “il SAPPE denuncia ormai da tempo la situazione insostenibile delle carceri regionali, ma chi dovrebbe intervenire e tutelare continua a tacere ed a restare inerme. Mai udito un silenzio così assordante da parte di questa Amministrazione Penitenziaria!” “La situazione penitenziaria è sempre più critica” – commenta il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, che ribadisce: “Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose “Nelle carceri della Nazione e del distretto laziale in particolare serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!”, prosegue il leader del SAPPE, che fa appello ai Sottosegretari alla Giustizia Andrea Delmastro ed Andrea Ostellari per un incontro urgente: “per ristabilire ordine e sicurezza, attuando davvero quella tolleranza zero verso quei detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta!”
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