La storia la racconta nel dettaglio il sito online ‘affaritaliani.it’. È la disavventura capitata a un paziente della regione Lazio a cui il medico ha prescritto, ad inizio agosto, una visita neurologica urgente per una sospetta emiparesi facciale.
La richiesta di visita urgente viene fatta al Cup regionale e la disponibilità c’è al 28 agosto: venti giorni di attesa per una consulenza urgente, ci sarebbe da protestare, ma nella sanità pubblica del Lazio è quasi un miracolo! Poi, però, capita l’imponderabile, l’imprevisto, il colpo di scena se fosse una commedia (e commedia comica): il 27 agosto – giorno prima del sospirato esame – il Cup chiama il paziente e disdice l’appuntamento. “Il neurologo che avrebbe dovuto svolgere l’esame è a sua volta malto e il centro unico di prenotazione sta disdicendo tutte le prenotazioni…”. Così, la visita ‘urgente’ slitta al prossimo 17 settembre, ammesso che non capitino latri imprevisti! Il caso è emblematico. C’è qualcosa che non va nella gestione della sanità regionale se si pensa che, chiamando privatamente e a pagamento per lo stesso esame, si riesce ad avere la prestazione nel giro id 24 ore, ovviamente sborsando dai 150 ai 200 euro. Le liste d’attesa, al di là, delle promesse e garanzie restano un problema insormontabile nella gestione della sanità pubblica. Al paziente in questione, il medico di base – vista l’impraticabilità di ogni altra strada e visto il rischio che corre – ha consigliato di presentarsi al pronto soccorso: forse lì in urgenza riuscirà ad avere le cure del caso. [CV]
