Lazio penalizzato dalla Zona Economica Speciale nelle regioni confinanti. Coppotelli (Cisl) torna alla carica e lancia la campagna d’autunno

Dario Facci
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(di Dario Facci) Il tormentone Zona Economica Speciale aveva turbato le coscienze politiche ed economiche del Lazio (e in particolar modo quelle del Lazio meridionale) circa un anno fa. L’ottobre del 2023 è stato costellato dal dramma annunciato dell’avvio delle ZES nelle regioni immediatamente confinanti con le province di Frosinone, Latina e Rieti, circostanza che si configura come una pesantissima mazzata sull’appeal di questi territori verso gli investitori. Motivo? E’ diventato molto più conveniente investire a pochi chilometri di distanza, appena oltre il confine, verso il Molise, la Campania o l’Abruzzo.

Ne venne fuori una gragnuola di interventi, appelli, proteste e vertici organizzati praticamente da tutte le forze politiche con addosso l’intervento accigliato e l’indice puntato delle associazioni imprenditoriali nonché il preoccupato salmodiare dei sindacati ma… niente. In realtà non c’era alcuna speranza di elasticizzare quella legge ed estenderne i benefici alle province del Lazio meridionale e al Reatino. Si ripiegò allora su un altro strumento, assai più debole ma pur sempre interessante: la ZLS, la Zona Logistica Semplificata, per l’ottenimento della quale tutti uniti, soprattutto quelli di centrodestra per lenire il peso della responsabilità legislativa che condannava ciociari e pontini, avrebbero marciato come un sol uomo vero la vittoria… non se n’è più sentito parlare. Se non fosse che uno dei sindacalisti più attivi (e in vista), il ferentinese segretario regionale della Cisl, Enrico Coppotelli, è tornato alla carica e riprendendo il discorso ha detto chiaro e tondo che è necessario tornare alla carica e riprovarci. “ (…) Pensiamo che valga la pena, oggi, tentare di nuovo. Oppure battersi affinché vengano adottate misure equivalenti e valide per le economie delle province di Latina, Frosinone, Rieti”. Afferma il segretario generale della Cisl di Roma e del Lazio. “I benefici della Zes – spiega – sono enormi: autorizzazione unica per l’avvio delle attività produttive per le imprese, sia per quelle già operative che per quelle che vorranno insediarsi. Inoltre è previsto un contributo emesso sotto forma di credito di imposta, nella misura massima consentita ‘dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027’. E per la concessione dell’agevolazione vengono riconosciute valide le spese effettuate perfino in leasing o con altri contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature a servizio di strutture produttive, anche in questo caso sia già esistenti che di nuovo impianto”. “Il credito di imposta – afferma ancora Coppotelli – viene commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, nel caso di investimenti immobiliari, di 100 milioni di euro. Va specificato, comunque, che non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 200.000 euro. Il piano strategico della Zes unica ha durata triennale e definisce le politiche di sviluppo della Zona anche in coerenza con il Pnrr. E’ questo un collegamento fondamentale perché consente di individuare i settori da promuovere e da rafforzare e gli investimenti prioritari”. “Dicevamo – spiega ancora il sindacalista – che purtroppo, sono andati a vuoto i tentativi per allargare alle province di Frosinone, Latina e Rieti i benefici della Zona Economica Speciale istituita con il Decreto Sud. Adesso però bisogna riprovarci, perché i tre territori sopra citati, nella realtà, sono delle aree di confine e ‘cuscinetto’, che rischiano ulteriori pesanti ripercussioni per l’esclusione dalla Zes”. “Per un motivo evidente – sottolinea il sindacalista – confinano con l’Abruzzo, il Molise, la Campania. Cioè a 5 o 10 chilometri di distanza un imprenditore che voglia o debba investire per una nuova attività produttiva può beneficiare di un credito di imposta del 100% per l’acquisto di beni strumentali destinati alla produzione, può ottenere un’autorizzazione unica semplificata per l’avvio di nuove attività, può avvalersi di semplificazioni temporali per le autorizzazioni Vas, Via e altro. Oltre alla destinazione dell’80% dei fondi europei per la coesione territoriale, la riduzione del 50% dell’imposta sul reddito prodotto. Dove pensate che investirà? Di conseguenza i territori di Latina, Formia, Frosinone, Cassino, Sora, Rieti verranno penalizzati in maniera enorme. Con ripercussioni fortissime sui livelli occupazionali”. “Fra l’altro – fa notare Coppotelli – ci sarà forse anche chi tenderà a spostarsi di pochi chilometri pur di usufruire di quei benefici. Le imprese di questi territori non possono reggere una concorrenza che può avvalersi di vantaggi fiscali, finanziari e amministrativi notevoli. Vale la pena di provarci anche a livello regionale, per esempio attraverso un regime fiscale e agevolazioni equivalenti a quelle della Zes. Altrimenti le economie del Basso Lazio e del reatino subiranno ulteriori arretramenti e danni. Come Cisl del Lazio ci siamo e siamo aperti al confronto per trovare soluzioni. Non può essere un tema che divide, ma deve essere una strategia che unisce”.
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