Otto anni fa il terremoto di Accumoli, epicentro del sisma, che colpì numerosi comuni dell’Italia Centrale.
Tra i tanti, lo ha ricordato oggi, ricorrenza di quell’infausta giornata, il governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha scritto: “La notte del 24 agosto del 2016 la terra tremò nel Centro Italia: un devastante terremoto causò la morte di 299 persone. Gli sfollati furono 41 mila. A otto anni da quel tragico evento la macchina della ricostruzione, non senza difficoltà e ritardi, finalmente ha impresso un colpo sull’acceleratore: la Regione Lazio sta lavorando con l’amministrazione comunale e con il Commissario Castelli per dare e fare il massimo possibile. Queste zone così ferite devono tornare a vivere. Il tempo trascorso non ha fiaccato la forza e la voglia di lottare degli straordinari abitanti di un’area del Lazio pesantemente colpita, ma che non ha mai smesso di credere nel futuro. Saremo al loro fianco, passo dopo passo”. Nei giorni scorsi, era stato l’attuale sindaco di Amatrice – uno dei centri che maggiormente ha subito danni – Giorgio Cortellesi, a ricordare l’imminenza dell’anniversario e a lanciare un appello alla premier Giorgia Meloni, affinché i fari tornassero a puntare sulla ricostruzione dei paesi sconvolti e distrutti dal sisma. Oltre ad annunciare la volontà di voler ricordare, con una messa notturna le 299 vite spezzate dal terremoto del 24 agosto di 8 anni fa, il primo cittadino ha chiesto al capo del governo di visitare il paese fantasma, per rendersi conto dei ritardi. Di una ricostruzione, insomma, che stenta a potersi definire tale. Cortellesi, in carica dal 2021 segnala cantieri mai partiti, cantieri mai finiti e cantieri interrotti per l’incapacità delle imprese di portarli a termine. Nella lettera aperta di Cortellesi alla Meloni, si legge: “Se Lei viene sarà l’occasione privilegiata per poterLe riferire e riassumere direttamente il lavoro che stiamo svolgendo per poter ripartire e tutte le difficoltà che abbiamo incontrato finora, dal superbonus, dall’aumento dei materiali, alla burocrazia. Sto parlando di quella ricostruzione che oltre ad essere fisica deve essere anche culturale, morale, sociale, economica. Condizioni che se non risolte, contribuiscono e contribuiranno inesorabilmente a quello spopolamento delle aree appenniniche che nel Suo discorso di investitura ha definito essere una delle battaglie centrali del Suo governo. Proprio in questi giorni stiamo parlando di ‘Ricostruzione che accelera’ e di ‘raccolto che dopo tanta complicata e complessa semina sta arrivando’. E i primi nostri numeri parlano chiaro: 11 aggregati avviati nel centro storico, 576 cantieri aperti tra il centro e le Frazioni, 118 case ricostruite”. Ma il sindaco Cortellesi aggiunge anche: “Ci sono, però, alcune domande che aspettano risposte. Abbiamo chiesto un tavolo istituzionale per affrontare definitivamente la questione delle Sae (le strutture abitative emergenziali), strutture di proprietà del ministero della Protezione civile edificate su suoli privati; un tavolo per riportare l’intero ciclo scolastico dell’Alberghiero ad Amatrice, materie attualmente suddivise nella provincia e una regola definitiva per dare tempi certi alla ricostruzione”. Oggi, sull’argomento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche di ricostruzione, Manuela Rinaldi , che ha detto: “A distanza di otto anni, dalla tragica notte del terremoto del 24 agosto 2016, che ha danneggiato e colpito Amatrice e il Centro Italia, si rinnova l’impegno della Regione Lazio per una ricostruzione sicura e sostenibile in grado di valorizzare e incentivare le tradizioni dell’Appennino centrale, con l’obiettivo di ridonare una piena vitalità a questo territorio. In una giornata di silenzio e ricordo – ha aggiunto -, continuano i lavori di ricostruzione pubblica e privata dell’Ufficio Speciale Ricostruzione (USR) dopo un anno di lavoro della Giunta Rocca. Con attenzione al Centro storico di Amatrice, dove è stato attivato il Supercantiere gestito dall’Ufficio Coordinamento Cantieri (Ucc), istituito dall’USR per coordinare e facilitare la contemporanea esecuzione di opere pubbliche e private”. Ma oggi è il giorno del silenzio e, soprattutto, del rispetto per le vittime che ci hanno lasciato quella lunga notte del 24 agosto 2016. “È giusto ricordarle e rinnovare il nostro impegno per una ricostruzione che miri alla valorizzazione dell’Appennino centrale, un progetto che non prevede azioni individuali, ma un lavoro corale per il bene della comunità – aggiunge l’assessore -. Oggi è il giorno del rispetto, spesso venuto meno, specialmente quando si tenta di insabbiare il lavoro trasparente che, da un anno, stiamo portando avanti. La ricostruzione non deve solo rialzare i campanili, simbolo della cultura e della storia di questi borghi, ma deve essere progettata per garantire una rigenerazione anche socioeconomica sostenibile a questi luoghi che, negli ultimi anni, purtroppo, sono stati solo simbolo di sofferenza e abbandono”.
