Violenza sessuale ai danni di una 13enne. È quanto sarebbe avvenuto domenica lungo la spiaggia di Ostia dove la ragazza, nata in Italia ma di origine peruviana, verso le 20.45 stava facendo l’ultimo bagno prima di rientrare a casa. Sulla spiaggia c’erano anche la madre e la sorella che hanno assistito all’aggressione, avvenuta in acqua, da parte di un 30enne egiziano.
L’uomo, infatti, era in acqua completamente nudo e ha agguantato di spalle la giovane iniziando a palpeggiarla. La ragazza si è difesa come ha potuto e ha iniziato a urlare. Le grida hanno attirato l’attenzione della sorella che è intervenuta per aiutarla, nel frattempo la madre ha chiesto aiuto a quattro uomini che stavano facendo il bagno poco distante. Sono intervenuti anche loro. L’egiziano si è allontanato. Poco dopo, madre e figlia della giovane aggredita hanno fermato una pattuglia della polizia in servizio sul lungomare e hanno raccontato l’accaduto. Il poliziotti hanno raccolto più elementi possibili, sentendo anche le altre persone coinvolte, e poco dopo hanno rintracciato e fermato il 30enne che si trovava alla fermata dell’autobus, come se nulla fosse accaduto, per tornarsene a casa. È stato portato in commissariato e tratto in arresto. Il Pm di turno, Gabriella Fazi, ha ritenuto i fatti provati e gravi, provvedendo a far rinchiudere l’egiziano presso il carcere di Regina Coeli.
