Otto mesi di reclusione e una multa di 12 mila euro. Questa la condanna decisa dal tribunale per un pastore di Montefiascone (Viterbo) che 3 anni fa aveva legato e trascinato un cane con la sua auto, provocandone la morte.
A combattere per ottenere la condanna del uomo è stata l’associazione animalista Lav che ha sostenuto la battaglia legale.
A notare l’auto che trascinava l’animale erano stati proprio i carabinieri che inseguirono e fermarono la vettura. Per il cane, però, non fu possibile fare più nulla.
L’uomo era stato fermato dai carabinieri in provincia di Roma, che avevano bloccato l’auto quando però il cane era ormai allo stremo, esanime. Il pastore è stata condannato per maltrattamento di animali, aggravato dalla morte.
Commentano dalla Lav: “L’immediata identificazione dell’uomo ha permesso di portare avanti una battaglia legale possibile anche grazie alla generosità di una nostra sostenitrice che, appresa la notizia, ha deciso di contribuire con una donazione. La condanna è un atto dovuto di giustizia nei confronti del cane ucciso tra atroci sofferenze: purtroppo l’attuale legge contro i maltrattamenti prevede pene esigue che non fungono da deterrente, e i casi di cronaca degli ultimi mesi lo dimostrano. Inoltre, il trascinamento di cani con mezzi a motore fino a causare gravi lesioni o la morte è purtroppo spesso utilizzato come metodo per punire i cani o per allontanarli da una determinata zona”.
Per la Lav simili atrocità “non possono restare impunite e devono essere perseguite con pene commisurate alla violenza praticata e alla pericolosità sociale che contraddistingue chi assume simili comportamenti. Simili crimini non sono però evidentemente una priorità per la commissione Giustizia della Camera, che da ben quattro mesi non calendarizza più la discussione sulla nuova legge contro i maltrattamenti, ignorando la volontà dell’opinione pubblica. Ci chiediamo: quante atrocità dovranno ancora accadere prima che si dia il giusto peso a quella che è diventata a tutti gli effetti un’emergenza?”.
