IL CASO – Abbandona l’anziana madre per andare al mare, arrestata per omicidio

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(di Cesidio Vano) Non si tratta solo di abbandono di incapace. Dietro quel gesto, c’era la volontà di uccidere l’anziana madre. Ucciderla nel modo peggiore e più orrendo: lasciandola sola, chiusa in casa, senza acqua né cibo. Senza telefono per chiedere aiuto. Mentre leì, la figlia, Antonella Marrella, 49 anni, se ne andava in vacanza in Abruzzo con i suoi bambini.

La procura di Tivoli, che indaga sul delitto avvenuto a metà dello scorso mese di giugno, a Montelibretti, 5 mila anime, in provincia di Roma, ritiene di avere in mano le prove che inchioderebbero la donna alle sue responsabilità: foglietti di carta su cui Marrella avrebbe appuntato cosa fare dopo il decesso della madre, come mascherarsi per lasciare l’Italia e godersi la vita altrove. Alcuni appunti si riferivano all’acquisto di un biglietto, altri ad oggetti e indumenti che servivano per camuffare la sua identità. Forse ha avuto anche un complice che l’avrebbe aiuta a nascondersi prima della fuga. Forse quegli appunti erano per lui. Si indaga ancora, mentre lei è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Questa brutta storia inizia il 12 giugno scorso, quando solo per un caso i carabinieri scoprono il corpo senza vita di Margherita Battazza, 84 anni, madre di Antonella Marrella. Due militari, infatti, si presentano a casa Battazza perché debbono notificare un atto alla figlia Antonella, che non riescono a trovare (era in vacanza in Abruzzo). Bussano alla porta ma non risponde nessuno. I due carabinieri però avverto un tanfo, una forte puzza giungere dall’interno dell’abitazione. Salgono su un muretto e forzano una finestra. In casa, nella camera da letto, trovano il cadavere della signora Battazza, morta già da qualche giorno: il corpo è a terra, vicino al letto, parzialmente coperto da un lenzuolo. Il volto è figurato. Sono stati i gatti che la donna aveva in casa, anche loro rimasti senza acqua e cibo. Probabilmente la 84enne, che non poteva muoversi più di tanto, si era provata ad alzare, per cercare acqua o chiedere aiuto, ma è caduta e non è riuscita più a muoversi. La figlia della vittima, separata dal marito, viene rintracciata nel luogo di vacanza. È al mare a Pineto (Teramo). A suo carico parte un’indagine per l’aver abbandono la madre non autosufficiente, l’ipotesi accusatoria e “morte in conseguenza di altro reato”. Ma il Pm non è convinto e chiede ai carabinieri controlli e verifiche. Vengono autorizzate alcune perquisizioni e durante una di queste spuntano fuori quegli appunti: acquistare il biglietto, procurarsi vestiti e una parrucca per travisarsi, preparasi per lasciate l’Italia. Per la Procura dimostrano che la figlia ha abbandonato appositamente e volontariamente la madre, pienamente consapevole che le avrebbe causato la morte. Viene rinchiusa in carcere. Per il Pm è omicidio volontario. Ora la donna rischia l’ergastolo.
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