Frosinone – Nella bolgia di via Cerreto: detenuto aggredisce infermiera con una lametta

chiaro13
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Detenuto con una lametta in bocca minaccia una infermiera del Serd, incaricata di somministrate la terapia sostitutiva agli oppiacei ai carcerati, per farsi consegnare del Metadone. L’uomo, vedendo che quel gesto non aveva dato il risultato sperato, ha anche iniziato a tagliuzzarsi scatenando il panico.

Il deprecabile episodio si è verificato, ieri mattina, all’interno del carcere di via Cerreto a Frosinone, dove ogni giorno, a turno, le infermiere del Serd si recano per somministrare, nella Casa circondariale, il Levo Metadone e il Suboxone a coloro che fanno parte del programma di riabilitazione, che coinvolge al momento quasi sessanta persone. Quella di ieri mattina è stata soltanto l’ultima delle aggressioni ai danni del personale dell’Asl impegnato in questo servizio. L’altro giorno, un detenuto ha fatto irruzione nella ex cella adibita ad infermeria, con una lametta tra le mani. La richiesta sempre la stessa: i farmaci che assumono coloro sottoposti a terapia di disintossicazione. Inutile dire che il personale infermieristico lavora in una situazione di grave pericolo per la propria incolumità. Talvolta, proprio per la carenza di agenti di polizia penitenziaria, le operanti sono costrette a farsi affiancare da qualche detenuto considerato un leader del gruppo; uno di quelli che, per intenderci, riesce a farsi obbedire dai compagni. Anche il locale dove prestano servizio le infermiere, in caso di pericolo, non consentirebbe alcuna via di fuga. Tale situazione nasconderebbe un’altra amara verità: vale a dire che esiste un mercato, all’interno del carcere, dei farmaci assunti come terapia sostitutiva alle dipendenze. Quando i soldi cominciano a scarseggiare e gli interessati non hanno la possibilità di acquistarli ecco che iniziano con le loro richieste a tempestare le infermiere. Di questa incresciosa situazione è stata informata anche la dirigenza dell’Asl ma al momento tutto sarebbe rimasto lettera morta. Per non parlare delle volte che il personale sanitario, entrando nella struttura carceraria, si ritrova a dover far fronte alle risse ed agli incendi causati dagli stessi detenuti. La sesta sezione, che ospita i detenuti più pericolosi – quelli che non possono circolare liberamente con i loro compagni -, sembra essere quella più turbolenta. Sovente vengono dati alle fiamme lenzuola e materassi. Una situazione che sta mettendo veramente a dura prova il sistema nervoso delle operanti. Per tale motivo queste ultime hanno deciso di rivolgersi all’avvocato Sodano, affinché possa rappresentarle nelle opportune sedi. Il fatto della carenza di personale non può ricadere sul loro lavoro. Ma soprattutto non possono rischiare la loro incolumità fisica ogni volta che varcano il cancello della casa circondariale di via Cerreto. Mar. Ming.
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