Bianca Maria Ferrante, amica di famiglia di Guglielmo Mollicone, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il giorno dopo la sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Roma, nel confermare l’assoluzione, già pronunciata in primo grado, di tutti gli imputati nel processo per la morte di Serena Mollicone – la diciottenne di Arce trovata cadavere in un bosco nel giugno del 2001 – ha posto a carico dei familiari della vittima le spese processuali. Le missiva è stata inviata anche al ministro della Giustizia Carlo Nordio e alla premier Giorgia Meloni.
Quella sottoscritta da Bianca Maria è una lettera-appello, affinché il Capo dello Stato intervenga per evitare che la famiglia della giovane assassinata debba anche farsi carico dei costi di una giustizia che non è riuscita, 23 anni dopo il delitto, a individuare il colpevole o i colpevoli di quell’omicidio. Nella nota, che ricostruisce anche gli aspetti umani della tragedia Mollicone, si legge tra le altre cose: “Le persone offese in questa vicenda sono Consuelo, Antonio, Guglielmo e Serena; come si può chiedere a questa famiglia segnata da un dolore senza fine il pagamento delle spese processuali?. A dover essere risarcita dovrebbe essere Consuelo, per il dolore che ha patito in tutti questi anni”. Venerdì – come noto – la corte d’Assise d’appello di Roma ha confermato l’assoluzione dell’ex comandante dei carabinieri di Arce Franco Mottola, della moglie Annamaria e del figlio Marco. E anche dei due carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale, coinvolti nell’inchiesta.
