Frosinone – Truffe con il noleggio auto sostitutiva: maxi inchiesta coinvolge carrozzieri avvocati e periti

chiaro13
3 MIn Lettura
Truffe con il trucco degli autonoleggi. È il nuovo filone d’inchiesta di cui si sta occupando la magistratura frusinate. Si tratta di un’indagine parallela a quella avviata a seguito del suicidio dell’avvocato Andrea Dini e relativa ad una serie di truffe alle assicurazioni.

Sul registro degli indagati, questa volta, sono finiti numerosi carrozzieri, avvocati e periti di varie città italiane. In Ciociaria, sono stati coinvolti un professionista ed alcuni periti, residenti in paesi limitrofi al capoluogo. La tecnica utilizzata consisteva nel simulare sinistri e, fingendo la consegna di vetture sostitutive che venivano fornite da autonoleggi inesistenti, si applicava la diaria giornaliera con tanto di richiesta risarcitoria alle malcapitate assicurazioni. E proprio a seguito di esposti da parte degli agenti assicurativi sono state avviate le indagini che hanno acceso i fari sull’attività criminosa. In particolare, un perito operante nella provincia di Frosinone – considerato una “gola profonda” – ha denunciato l’illecito, puntando l’indice su alcuni operatori assicurativi di Alatri che, in concorso con aziende del napoletano, avrebbero percepito ingenti somme a titolo di risarcimento. Non si esclude che, da qui a poco tempo, potrebbero scattare ulteriori misure cautelari. Uno degli indagati coinvolto in questa vicenda si è rivolto agli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia del foro di Cassino e Antonio Turco del foro di Salerno. Al momento, sembra che siano oltre 600 i rimborsi erogati per il noleggio di auto sostitutive mai avvenuti. La truffa avrebbe portato ad incassi stratosferici. Sempre da indiscrezioni trapelate, sembra che tutta l’indagine sia partita da una società napoletana che si occupa di servizio auto. Con la complicità di coloro che gestivano questa azienda sarebbero state avviate pratiche per vetture che dovevano essere noleggiate, in sostituzione delle macchine incidentate. Da qui l’esposto alla procura da parte di una agenzia assicurativa che si era ritrovata a dover pagare nel giro di poco tempo ingenti somme di denaro per la richiesta delle diarie. Ma l’inchiesta tende ad allargarsi sempre di più. Da informazioni raccolte, parrebbe che oltre a quella campana sia coinvolta anche una azienda siciliana. Mar.Ming.
Condividi questo articolo
Nessun commento