Frosinone – Truffa alle assicurazioni, utilizzati vecchi sinistri già liquidati per simulare nuovi incidenti

chiaro13
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Per organizzare i falsi sinistri stradali e farsi pagare dalle compagnie assicurative, il sodalizio criminoso, che gli inquirenti ipotizzano essersi ben radicato nello studio frusinate dell’avvocato Andrea Dini, morto suicida lo scorso anno, utilizzava persino delle vecchie pratiche che erano già state messe in liquidazione.

Secondo quanto emerso dalle indagini portate avanti dagli agenti della Polizia Stradale su disposizione della Procura, sarebbero ben sette le persone iscritte sul registro degli indagati per reati pesanti, che a loro dire però non avrebbero commesso. Stiamo parlando di falsa documentazione medica e false ricevute fiscali per presunte spese di riabilitazione. Si tratta di automobilisti che alcuni anni fa avevano avuto sì degli incidenti stradali, ma questi erano stati poi chiusi dal liquidatore con un indennizzo a loro favore. Adesso a distanza di tanto tempo, sempre secondo quanto riferito dagli indagati, non si sa come, quelle pratiche sarebbero state “rispolverate”. Qualcuno, a loro insaputa, utilizzando i loro dati anagrafici e con tanto di falsi certificati medici, avrebbe messo in piedi un nuovo sinistro stradale, dove venivano richiesti i danni alle compagnie assicurative. Al momento, gli avvocati di fiducia, Alfredo e Gabriele Scaccia, difensori degli indagati, stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari per poter dimostrare l’estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati. “I nostri clienti – ha dichiarato il legale Alfredo Scaccia – disconoscono la genesi delle imputazioni che avrebbero arrecato loro soltanto un grosso danno. Per nostro mezzo si sono messi a disposizione del magistrato per essere interrogati. Imminente il deposito di memoria esplicativa”. Mar.Ming.
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