Frosinone – Accusato di omissione di soccorso, ma era rimasto incastrato nell’auto

Marina Mingarelli
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Ma quale omissione di soccorso, era soltanto rimasto incastrato all’interno della sua auto. Così si è difeso un quarantenne di Frosinone coinvolto in un incidente stradale e accusato di essersi allontanato dal luogo del sinistro. Per tale motivo gli era stata sospesa la patente per un anno e deferito all’Autorità Giudiziaria.

Autore del fatto avvenuto nel maggio del 2018, F.C. un quarantenne frusinate: l’uomo nel percorrere la via Casilina tamponò una vettura che aveva frenato bruscamente in curva, a causa dell’attraversamento improvviso di un cane poi investito. Dopo il violento tamponamento fu proprio l’automobilista ad avere la peggio rovinando fuori strada con ingenti danni al veicolo. Nel processo penale a carico del quarantenne, che si è sempre difeso ritenendo di aver di essere rimasto incastrato all’interno della propria auto e di essere stato anche soccorso dal conducente del veicolo tamponato con il quale si era intrattenuto fino a pochi attimi prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118. Oltre all’ingente danno al proprio veicolo l’uomo ha ritenuto di aver subìto un’ingiustizia per esser stato denunciato ed aver subito la sospensione della patente di guida da parte della Prefettura per ben un anno. L’avvocato di fiducia Dario Simonelli, ha presentato dapprima un ricorso al Giudice di Pace di Frosinone ottenendo un primo provvedimento favorevole con restituzione della patente di guida. Ma i giudici, pur riconosciute le attenuanti generiche, lo ha condannato alla pena di 4 mesi di reclusione senza benefici di legge e senza concessione della sospensione condizionale della pena. La Corte di Appello di Roma ha ribaltato la sentenza pronunciandosi per l’assoluzione. I giudici capitolini hanno ritenuto di dover condividere la ricostruzione e le eccezioni della difesa secondo cui, al contrario, il comportamento complessivo dell’automobilista, che non si era allontanato immediatamente e che aveva successivamente contattato i carabinieri, non era stato tale da determinarne una condanna piena. Mar.Ming,
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