La conferenza dei sindaci questa mattina ha approvato l’atto aziendale della Asl. Quarantadue i voti a favore. Non mancano però le polemiche.
“Grazie a questo lavoro congiunto soprattutto di dialogo, i sindaci sono riusciti ad approvare un atto che rafforzerà e potenzierà le strutture sanitarie esistenti, portando notevoli miglioramenti ai servizi offerti.” Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, presente alla votazione e parte attiva come raccordo di questo importante cambiamento per la provincia. “Il nuovo atto – ha spiegato Quadrini – prevede importanti sviluppi per gli ospedali di Cassino, Anagni, Frosinone, Sora ed Anagni con il potenziamento e il miglioramento degli stessi e l’introduzione di nuovi servizi oltre alla conferma ed al potenziamento dei Lea. A Cassino verrà attivato il Clinical Trial Center per la neurologia, destinato alla ricerca e alle sperimentazioni di prima e seconda fase, con l’attivazione della neurologia e della linea di tutte le malattie rare orfane. Verranno inoltre potenziati i servizi con la chirurgia della prostata, il parto in analgesia presso il punto nascita di Cassino, nonché la chirurgia protesica e la medicina rigenerativa dell’apparato locomotore. All’ospedale di Anagni sarà istituito un punto di oncologia per la presa in carico della rete ospedaliera oncologica, garantendo così un’attenzione ancora maggiore ai pazienti affetti da patologie oncologiche. A Frosinone, invece, verranno attivati i servizi di chirurgia vascolare, radiologia interventistica e tutta la parte di elettrofisiopatologia del cuore, inclusi pacemaker e ablazioni, migliorando ulteriormente l’offerta sanitaria della provincia. A Sora il potenziamento ed il rinnovo delle strutture già esistenti ed ampliamento delle stesse con conservazione dei servizi sanitari così come per Alatri e tutti i presidi presenti sui territori”. Nel corso della votazione il sindaco di Fumone, Matteo Campoli ha abbandonato la sala. “L’approvazione – dice – andava rimandata”. “Durante la riunione dei sindaci per l’approvazione dell’atto aziendale ho ribadito – spiega Campoli – la necessità di rimandare la votazione per dare la possibilità a tutti gli amministratori di approfondire atti che riguardano il futuro dei servizi sanitari della Provincia di Frosinone. Purtroppo questa mia posizione, sostenuta anche dal sindaco di Ferentino, Piergianni Fiorletta, è stata respinta ed ho abbandonato l’assise in segno di protesta. La prendo non come una sconfitta personale, ma come una sconfitta del territorio: oggi si è cercato di salvaguardare più l’appartenenza ad un colore politico che le esigenze sanitarie della popolazione locale”. “Hanno dato parere favorevole solo 42 primi cittadini, compreso quello di Alatri che purtroppo invece di ergersi a difesa del San Benedetto continua a fare calcoli politici mettendo in secondo piano la difesa dei diritti dei cittadini. Un atto così importante deve essere approfondito, studiato, migliorato. Invece a noi sindaci è stato presentato un documento senza neanche il tempo di leggerlo. Con il comitato San Benedetto – conclude – riprenderemo le riunioni informative in tutti i comuni limitrofi per raccontare la verità e proseguire la battaglia a difesa del nostro ospedale e della sanità del territorio”. Così invece il sindaco di Cassino, Enzo Salera: “Mercoledì della scorsa settimana da parte dei sindaci del Cassinate riuniti nella Consulta c’era stata una richiesta di rinvio dell’approvazione dell’atto Aziendale della Asl. Si ravvisava la necessità di approfondire molte problematiche, alcune assai serie e di particolare complessità, riguardanti l’ospedale di Cassino. Taluni colleghi, nonostante l’intendimento iniziale, man mano hanno purtroppo cambiato idea. Non è dato sapere se per convincimenti maturati spontaneamente o dietro qualche pressione dell’area politica di appartenenza. E’ certo però che l’Atto Aziendale penalizza in maniera assai pesante il nostro Santa Scolastica perché vengono eluse le criticità più evidenti e più serie. Ciò peggiorerà la situazione, penalizzando fortemente un bacino di utenza che conta circa 110.000 abitanti. Di seguito, la nota che era stata da me approntata, all’indomani della Consulta dei Sindaci di mercoledì scorso, che avrei voluto sottoporre alla valutazione della Commissaria regionale: <<Nella bozza dell’atto aziendale riguardo al “Santa Scolastica”, non vengono affrontate le principali criticità. In primis la ormai cronica carenza di personale sanitario a tutti i livelli: medici, infermieri, O.S.S. Peraltro si tratta di criticità destinate inevitabilmente ad accentuarsi ancor più con le ferie estive. Inoltre non si tiene conto dell’enorme squilibrio esistente tra il “Santa Scolastica” e i nosocomi di Frosinone e di Sora. Per fare un raffronto con lo “Spaziani” si rileva che a quasi parità di prestazioni a Cassino si opera con un terzo del personale medico. Di questo grosso squilibrio l’atto aziendale non tiene per niente conto. Da qui la richiesta da pare dei sindaci della Consulta del Cassinate, nella riunione di mercoledì della scorsa settimana, di un rinvio dell’approvazione dell’atto aziendale per un attento approfondimento. La bozza è pervenuta solo 48 ore prima dell’approvazione. Che alcuni colleghi del Cassinate abbiano successivamente cambiato idea rispetto a quanto concordato, rimane il rammarico. Particolarmente grave nel “Santa Scolastica” anche la criticità di personale medico dei reparti di Ostetricia e Ginecologia. A mo’ di esempio, si rileva che mentre l’ospedale di Frosinone può contare su 16 ginecologi, quello di Sora su 8 ginecologi e su un Sumaista, Cassino ha solo 3 ginecologi, di cui uno con esonero dalle notti e dalla reperibilità notturna. Si aggiunge inoltre che il consultorio del distretto D non ha ginecologi. Già solo questa constatazione avrebbe dovuto indurre quei colleghi sindaci del Cassinate che hanno cambiato idea nei giorni scorsi ad una levata di scudi contro l’atto aziendale. Vengo inoltre a rimarcare alcuni aspetti particolarmente importanti riferiti alla Chirurgia e al Pronto Soccorso che necessitano di correttivi. La Chirurgia rappresenta il motore di un ospedale sia per la gestione della parte di elezione e per l’urgenza. Pertanto deve essere efficace, efficiente ed attrattiva per l’utenza e i professionisti. Negli anni abbiamo assistito ad un impoverimento sia di personale che di risorse. Con difficoltà di reclutamento di personale. Garantire una crescita personale e di risorse ad un ospedale significa mettere in sicurezza l’utenza ed essere attrattivi anche per i professionisti evitando fughe di personale e mobilità di pazienti. Per le scienze chirurgiche sarebbero auspicabili le seguenti modifiche: 1) Le tre Chirurgie dell’ASL di Frosinone devono avere la stessa denominazione, con pari dignità, di risorse, di personale e di strumentazione chirurgica. Per l’approvvigionamento del robot, in considerazione del brevetto già scaduto, esiste la possibilità di acquisirne di più a minor prezzo, e per tutti e tre i presidi ospedalieri. 2) Il “Dipartimento Chirurgico Oncologico, robotico ad alto impatto sull’apparato locomotore e di genere” non ha motivi di essere preso in considerazione in quanto la Chirurgia Oncologica viene eseguita in tutti i presidi ospedalieri, come risulta dai dati del “Prevale” del 2023 riferiti alla patologia oncologica. 3) Non si comprende inoltre il nesso tra “alto impatto sull’apparato locomotore e di genere” con il Dipartimento di Chirurgia Oncologica. Pertanto si propone di sostituire la dizione “Dipartimento di Oncologia, Robotica ad alto impatto sull’apparato locomotore e di genere” con la dizione “Dipartimento di Scienze Chirurgiche” integrando con lo stesso la Chirurgia dell’apparato locomotore e di neuroscienze. Si precisa che il bacino di utenza dell’Ospedale Santa Scolastica di Cassino presenta un numero di circa 110.000 persone che hanno diritto e necessitano di trattamento paritario oncologico, laparoscopico e robotico. A maggior ragione, in considerazione della locazione logistica del presidio ospedaliero, situato tra tre province e tre regioni, e raccoglie una buona parte di pazienti provenienti dal litorale tirrenico per via della distanza con Latina. Si sottolinea inoltre che il P.O. di Cassino già provvede da anni al trattamento delle patologie oncologiche, soprattutto con tecnica mini-invasiva, soddisfacendo le esigenze della maggior parte dell’utenza. Il personale tutto si sta adoperando ad implementare tutti i trattamenti delle patologie oncologiche al fine di ridurre la mobilità passiva nonostante la carenza di attrezzature e di personale. Tale formula, così come proposta, creerebbe una forte limitazione e disomogeneità di trattamenti sul territorio, determinando la suddivisione tra cittadini di seria A e di serie B, Chirurgia di serie A e di serie B. Tali proposte vengono avanzate al fine di permettere una crescita professionale e di offerta equa ed omogenea sul territorio. Nell’ottica della previsione dell’ampliamento strutturale del presidio, si ritiene opportuno valorizzare gli spazi già esistenti. In modo particolare quelli del Pronto Soccorso, insufficienti in relazione alla richiesta dell’utenza. Il Pronto Soccorso necessita di spazi più ampi per l’astanteria dove garantire privacy e dignità al paziente sofferente che è in cura in un momento di estrema fragilità. Ma, per questo, occorre un incremento del personale medico ed infermieristico. Parliamo, nel nosocomio cassinate, di un Pronto Soccorso che ogni anno garantisce il trattamento di quasi 50.000 pazienti>>. A Ferentino, l’opposizione consiliare incalza il sindaco: “Invece di chiedere maggiori servizi per i cittadini, ha preferito abbandonare l’aula”. Musa, Lanzi, Magliocchetti e Pompeo rimarcano il problema politico: “Ha avuto paura di scontentare alcuni membri della sua maggioranza, barattando l’interesse di Ferentino per la salvaguardia degli equilibri interni”. “Al momento dell’approvazione dell’atto aziendale della ASL, il sindaco Fiorletta, invece di rivendicare maggiori servizi per la sanità cittadina, ha preferito abbandonare l’assemblea. Forse, questa scelta è stata fatta per non scontentare una parte importante della sua attuale maggioranza, di chiara estrazione di centrodestra e quindi in linea con chi oggi governa la Regione Lazio. È sicuramente questa la motivazione che ha spinto ancora una volta Fiorletta a non assumere un atteggiamento trasparente e determinato davanti alle scelte da prendere in rappresentanza della nostra comunità”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali di Ferentino Alfonso Musa, Giancarlo Lanzi, Fabio Magliocchetti e Antonio Pompeo. “Un voto contrario all’atto aziendale della ASL – argomentano gli esponenti della minoranza – avrebbe sicuramente creato ulteriori frizioni all’interno della sua amministrazione, dove emergono sempre di più le differenze di visioni su temi importanti come quello della sanità”. “Oggi sarebbe stata invece l’occasione per chiedere maggiori servizi all’interno della nostra struttura sanitaria, che si impoverisce di giorno in giorno, e soprattutto per rivendicare maggiori attenzioni rispetto ai tanti disservizi che quotidianamente la nostra comunità è costretta a subire”. “Sin dall’inizio di questa consiliatura abbiamo cercato di far capire quanto fosse importante far sentire la voce dell’amministrazione comunale su questo tema, ma tutto ciò è avvenuto purtroppo nel totale disinteresse del sindaco e della sua maggioranza. Anche negli ultimi due consigli comunali, proprio in virtù dell’approvazione dell’atto aziendale, avevamo chiesto di poterci confrontare su questo tema, ma non è stato possibile in quanto la maggioranza ha preferito non discutere e rinviare”. “Siamo pertanto costretti a subire un atto calato dall’alto – concludono Musa, Lanzi, Magliocchetti e Pompeo – che cristallizza un’offerta sanitaria sempre più povera e inadeguata alle esigenze della popolazione. È davvero grave che, anche davanti alla salute dei cittadini, il sindaco metta la testa sotto la sabbia, anteponendo le beghe di bottega al bene della comunità che è stato chiamato a governare”.
