Frosinone – Carenza di personale negli Istituti di Pena, la UIL scrive al Commissario Asl: “Subito tavolo di lavoro sulla salute nelle carceri”

Irene Mizzoni
2 MIn Lettura
La UIL FPL di Frosinone, dopo appelli rimasti inascoltati, torna a chiedere al Commissario della Asl di Frosinone Dott.ssa Pulvirenti, di risolvere la problematica della insufficienza di personale sanitario, impiegato presso le Case Circondariali del territorio: “Un organico – ricorda il Segretario Generale UIL FPL Frosinone Maurizio Palombi – oltremodo sottodimensionato ed impossibilitato, a garantire al meglio l’assistenza sanitaria che risulta essere fortemente in contrasto con un crescente sovraffollamento di detenuti”.

La tematica in questione – si legge nella nota del sindacato – che meriterebbe sicuramente più attenzione da parte delle istituzioni, sta generando una situazione drammatica all’esiguo personale impiegato negli istituiti penitenziari in argomento, correlato a concreti rischi psicosociali, a cui gli stessi sono sottoposti, all’interno di un contesto lavorativo, che li porta a stare a contatto con soggetti, che necessitano di terapie e di cure anche per il disagio psicologico, per le dipendenze e per le forme di autolesionismo: “In particolare – evidenzia Palombi – gli infermieri sono costretti ad assolvere in prevalenza l’assistenza sanitaria agli internati, con carichi di lavoro finanche eccessivi rispetto alle risorse disponibili rischiano di sentirsi emotivamente annullati dalle proprie attività. È per delimitare queste improrogabili criticità che questa Segreteria Provinciale chiede all’Azienda, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali del personale sanitario e sociosanitario, di aprire un “tavolo di lavoro sulla salute nelle carceri”, attraverso il quale esaminare l’intera problematica ed individuare le opportune soluzioni, come: • Definizione adeguata degli standard di personale sanitario e sociosanitario in relazione al numero e tipologia dei detenuti; • garanzia del supporto psicologico di chi opera nei penitenziari; • specifica formazione e aggiornamento professionale per chi opera nelle carceri; • individuazione di forme di retribuzione di indennità e di risultato per i professionisti sanitari e sociosanitari operanti negli stabilimenti di pena. L’azienda, tra l’altro, non ha ancora deliberato le prestazioni aggiuntive all’interno del Penitenziario al momento unica arma che permette di lavorare in sicurezza e di fare le ferie estive.
Condividi questo articolo
Nessun commento